La Nuova Ferrara

Sport

Con il Milan uno scudetto giovanile

Con il Milan uno scudetto giovanile

A Faenza l’unica rete di testa. Poi il ritorno a casa e qualche parentesi in provincia

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOMAGGIORE. Daniele Buriani, classe 1979, da dicembre del 2015 è l'allenatore della Portuense. La sua carriera è iniziata a Portomaggiore, nelle giovanili della squadra del suo paese. Poi la Spal, dove è rimasto sino ai Giovanissimi e la grande chiamata al Milan partendo dagli Allievi Nazionali con cui vanta uno scudetto giovanile vinto in finale contro la Juventus. Esterno sinistro, mancino puro, Buriani veste anche la maglia della Primavera del Milan allenato da Tassotti, alla sua prima esperienza da tecnico. Nel periodo milanista, il portuense gioca assieme a grandi giocatori quali Maccarone, Saudati e De Zerbi che tra l'altro in questi giorni è stato esonerato dal Foggia di cui era l'allenatore. Dopo il Milan, Lele Buriani passa al Monza dove si divide tra Primavera e prima squadra (serie B). Inizia la carriera tra i grandi che lo condurrà a Faenza in C2 (15 presenze e due gol).

«Di Faenza ricordo volentieri l'unico gol di testa della mia carriera - dice Buriani -, avvenne contro il Padova, vincemmo 2-1 contro la favorita alla vittoria finale». Il ritorno a Monza in B e poi il triste epilogo da calciatore tra i professionisti con i problemi legati al servizio militare e lo stop forzato di dieci mesi. Tra i pro, un periodo così lungo ti segna e per forza di cose ti mette fuori dai giochi. Nel 2001 scende tra i dilettanti e va all'Adriese in serie D, poi Giacomense in Eccellenza. Dopo la parentesi grigiorossa, Buriani sceglie di tornare a casa. Da 12 anni è alla Portuense (prima stagione in Promozione). «Sono rimasto quasi sempre a Portomaggiore tranne alcune parentesi in cui sono stato all'Emmetre, al Voghiera e ai bolognesi del Sant'Antonio». Il resto è storia di oggi. Nel 2009 ha preso il patentino di allenatore Uefa B iniziando ad allenare le giovanili rossonere. Dal dicembre dello scorso anno è salito in cattedra accettando la richiesta della società di allenare la sua squadra e da allora ha appeso gli scarpini ai chiodi per intraprendere la nuova carriera. (c.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google