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La Bondi già suda mentre stringe sulla guardia Usa

La Bondi già suda mentre stringe sulla guardia Usa

Basket A2. Stretta finale per l’ultimo tassello del roster «Uno che faccia la differenza»: non sarà un rookie

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FERRARA. In campo si suda (nel vero senso del termine, anche perché il Pala Hilton Pharma è un catino bollente come non mai), mentre nella stanza dei bottoni della sede di via Cortevecchia si continua a lavorare sodo per portare alla corte del coach-diesse biancazzurro Tony Trullo la guardia che completerà il roster della Bondi 2016/2017.

«Vogliamo portare a Ferrara un giocatore che faccia la differenza», le parole del digì Vittorio Veronesi del tardo pomeriggio di ieri. A breve dovremmo saperne di più. L’identikit? Dovrebbe essere un giocatore conosciuto nel campionato italiano, o comunque europeo, dunque non un rookie. A meno di clamorosi sviluppi, comunque, non sarà l’ex Roseto e Casalpusterlengo Darryl Joshua Jackson, che non corrisponde completamente alle caratteristiche cercate, anche perché coach Trullo vuole un giocatore che attacchi il ferro in penetrazione e non solamente un tiratore. Dovremmo essere alla stretta finale. Ancora poche ore e la Bondi potrebbe chiudere la rosa.

I giocatori biancazzurri intanto sudano fra Kleb (due ore di atletica e pesi ieri mattina) e Pala Hilton Pharma (ieri pomeriggio). Dopo oltre un’ora abbondante di lavoro a cura del preparatore atletico Rossano Bonati, primi tiri a canestro per i giocatori biancazzurri, che lunedì svolgeranno il primo allenamento tecnico-tattico sotto l’occhio attento dell’accoppiata Trullo-Bonacina.

Aggregato al gruppo biancazzurro, ieri pomeriggio, anche Luca Trullo, figlio del coach della Bondi. Sempre ieri il gruppo biancazzurro ha ricevuto la visita dell’ex Matteo Ghirelli, approdato ai Tigers Forlì.

Lorenzo Montanari

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