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D a Picchi a Picchi, 56 anni dopo Come un segno del destino

D a Picchi a Picchi, 56 anni dopo Come un segno del destino

FERRARA. «Picchi ha un fisico importante - è alto 1,85 - e tutte le caratteristiche del centrocampista moderno: una mezz’ala con grande corsa, capace di adattarsi da mediano, letale in ripartenza,...

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FERRARA. «Picchi ha un fisico importante - è alto 1,85 - e tutte le caratteristiche del centrocampista moderno: una mezz’ala con grande corsa, capace di adattarsi da mediano, letale in ripartenza, con il vizio del gol. Un giocatore che viene già paragonato dagli addetti ai lavori a Jack Wilshere dell’Arsenal: la strada è ancora lunga, ma Picchi, col cognome che porta, è abituato a sopportare accostamenti pesanti, e a far parlare il campo».

La Gazzetta dello Sport, un anno fa, faceva questo ritratto di Alberto Picchi, fresco neo-acquisto della Spal. Inevitabile il riferimento al cognome. Ancora più inevitabile adesso, con l’approdo di Alberto alla Spal. Perchè la storia biancazzurra è strettamente legata a tale cognome, Picchi. Armando è stato uno dei più grandi giocatori spallini. Il presidentissimo Paolo Mazza lo acquistò dal Livorno, lo lanciò ai massimi livelli, 27 presenze e 1 gol nel 1959/60, 5º posto, miglior piazzamento di sempre della Spal. Una stagione e passò subito all’Inter per 24 milioni di lire dell’epoca più Matteucci e Valadè (e la cessione definitiva di Massei): uno dei più grandi colpi di Mazza.

Alberto è pronipote di Armando (e la somiglianza è notevole): suo nonno era il cugino del grande difensore. La Spal depositerà oggi in Lega il contratto del giovane centrocampista (prestito dall’Empoli, con diritto di riscatto e controriscatto), ed in giornata lo presenterà. Il cognome deve essere un orgoglio, non una responsabilità. In assoluto, ma - vorremmo dire - specialmente qui a Ferrara. Da Picchi a Picchi, 56 anni dopo: dal 1960, quando Armando spiccò il volo per l’Inter, a oggi - al 2016 - quando Alberto arriva in biancazzurro. La Spal si dota di un ragazzo interessantissimo, da molti ritenuto il più forte d’Italia nella sua fascia d’età. Lo voleva il Porto. Lo voleva la Juve. L’ha preso la Spal. Nel nome di Picchi. Un clin d’oeil du destin, come dicono i francesi. (p.n.)

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