Moltissimi i club in cui ha militato
Paolo Macchia è una bandiera della Portuense. Terminata la la carriera da professionista, il difensore ha abbracciato la causa della squadra del suo paese. Nato il 14 giugno 1982, Macchia è...
Paolo Macchia è una bandiera della Portuense. Terminata la
la carriera da professionista, il difensore ha abbracciato la causa della squadra del suo paese. Nato il 14 giugno 1982, Macchia è cresciuto nelle fila della Portuense dove è rimasto tre anni. Poi l’arrivo alla Spal per tutta la trafila sino alla sospirata prima squadra. Maggiorenne, passa al Castel San Pietro in C2 il primo anno, in serie D quello dopo. Poi è di nuovo alla Spal, ma stavolta per partecipare al campionato di C1. Ne farà tre in questa categoria per poi scendere con il resto della squadra in C2. Arriva il Rovigo dove resta due anni in C2, prima di fare di nuovo le valigie e trasferirsi sul lago di Garda: Salò in serie D. Macchia torna poi al Rovigo, ma a metà anno si trasferisce al San Donà Jesolo con cui disputa i playoff di serie D. La stagione seguente veste la maglia del Mezzolara; l'avventura dura poco a causa di divergenze con l'allora mister Eugenio Benuzzi, ex Giacomense. «Avevo trent'anni - spiega Macchia -, ero nel pieno della maturità calcistica, non volevo complicazioni e preferii andarmene piuttosto che discutere col tecnico». Torna a Rovigo (Eccellenza). Poi nella vicina Adria sempre in Eccellenza, prima di tornare alla Portuense sua attuale squadra. «Portomaggiore è casa mia, mi trovo benissimo - spiega Macchia -, sono qui da tre anni e non mi sono mai pentito di questa scelta».
L'amico Marchini lo vorrebbe con sè all'Argentana, apprezzandone le qualità. «Sono voci di mercato, ma ce ne sarebbero altre. Qualche realtà mi ha avvicinato, ma io sono contento qui e poi ho la mia attività lavorativa». Assieme al fratello, Macchia gestisce difatti l'attività di famiglia lavorando la terra e coltivando ciliegie. «La gente ne va matta, per fortuna c'è la coda alla nostra bancarella e posso dire che gli affari vanno bene, non mi posso lamentare. Il calcio per me oggi è solo un hobby». (c.m.)
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