«Grazie a tutti, sono felice E ho già voglia di rivincita»
di ALESSIA MAURELLI Non serve nulla di appeso al collo quando ciò che hai attaccato al cuore è ancora più bello e appagante. Una squadra nata dal nulla, ma che in poco tempo è riuscita a scrivere la...
di ALESSIA MAURELLI
Non serve nulla di appeso al collo quando ciò che hai attaccato al cuore è ancora più bello e appagante.
Una squadra nata dal nulla, ma che in poco tempo è riuscita a scrivere la storia, tenuta unita da una grande donna, che attraverso il riflesso della sua grinta ci ha fatto vivere il nostro sogno in un soffio, un soffio magico. Grazie Manu!
Le persone da ringraziare, però, sono innumerevoli.. Prime fra tutte le mie compagne di squadra. Perché principalmente mi hanno sopportata e perché hanno saputo trascinarmi sulla scia del lavoro costante, a te Marta Pagnini, un capitano unico, carismatico e mio punto di riferimento sempre, Camilla Patriarca, Sofia Lodi, Martina Centofanti, Andreea Stefanescu e voi Arianna Micol Facchinetti, Beatrice Tornatore, Giulia Di Luca e Agnese Duranti lontane ma vicine. A tutti gli allenatori, Valentina Rovetta, Giorg e Giulia Galtarossa, che hanno migliorato non solo il mio lato tecnico, ma anche quello caratteriale. Al nostro immancabile fisio Nicola Appella, tutti i dottori che ci hanno seguito in questo quadriennio. A chi ha creduto in noi, la nostra direttrice tecnica, la Federazione, il presidente Agabio, il Coni e il nostro fantastico presidente Malagò presente alla gara per farci il tifo. A tutte le persone che mi sono state vicine, che mi hanno scritto e che hanno seguito in tv la gara, la mia migliore amica Sara Malvi , la mia prima allenatrice Livia Ghetti, tutti i miei parenti che mi hanno seguito da quando avevo 8 anni e gareggiavo ancora a livello condominiale, ai miei amici di Ferrara, e a quelli sparsi per l’Italia, a Silvia Vezzali, prima fra tutti che ha notato fin da subito un briciolo di talento in me, a tutti gli italiani che ci hanno sostenuto davanti alla televisione e alle bambine che si sono innamorate di questo sport guardando i nostri esercizi, ed anche a quelli che hanno “gufato” contro di noi, perché è sempre un motivo in più per cercare di fare al meglio. Ed ultimi, ma non ultimi perché a loro devo tutto, i miei genitori e mio fratello Lorenzo Maurelli e scrivere il motivo sarebbe banale Roberta Ercolin ed Eugenio Maurelli.
Non potevo festeggiare i miei 20 anni in modo migliore, perché so bene che questo è lo sport, ti dà tanto e ti toglie altrettanto, SÌ SONO FELICE, so di aver dato l’anima per ciò che amo fare, e mi sono goduta questa esperienza la massimo, con l’estrema fiducia delle mie compagne e del nostro lavoro, ma se la ginnastica ritmica avesse una linea di traguardo o un cronometro forse sarebbe stato uno sport più appassionante e seguito. Nelle mie vene però scorre sangue da vera agonista e ho già voglia di prendere la rivincita...
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