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VISTA IN TV DAL CAMPIONE DEL MONDO (a rio ’90)

Martinelli: «Grandissima Italvolley Inutile recriminare, l’argento vale»

Martinelli: «Grandissima Italvolley Inutile recriminare, l’argento vale»

Nel 1990, proprio a Rio, la Nazionale azzurra diventò campione del mondo. Lì, la pallavolo mondiale cambiò. Tant’è vero che quella selezione di giocatori, quella “generazione di fenomeni”, fu...

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Nel 1990, proprio a Rio, la Nazionale azzurra diventò campione del mondo. Lì, la pallavolo mondiale cambiò. Tant’è vero che quella selezione di giocatori, quella “generazione di fenomeni”, fu dichiarata nel 2002 “squadra del secolo”, soprattutto dopo la conquista di altri due mondiali consecutivi. In quella squadra Marco Martinelli, oggi coach della 4 Torri Ferrara, c’era. Della Nazionale azzurra che ha vinto tutto, tranne le Olimpiadi, lui ha indossato la maglia 50 volte.

Martinelli, ha visto la finale? Cosa ne pensa dell’argento conquistato dall’Italia?

«Certo che ho visto la partita. Io credo che l’argento sia stato un ottimo risultato, anche alla luce del Mondiale di due anni fa, uno dei punti più bassi raggiunti. Invece, questa Nazionale negli ultimi due anni si è ripresa e ha giocato alla pari delle migliori. Nella finale, il Brasile ha giocato bene, forse un po’ meglio di noi, ma il 3-0 non dice tutto l’equilibrio che si è visto».

Martinelli non ha mai giocato l’Olimpiade...

«Nel 1992 Velasco scelse proprio negli ultimi giorni un centrale di ruolo, Masciarelli, al mio posto, così persi la mia unica occasione».

Ma al Maracanazinho è sceso in campo per una semifinale proprio contro il Brasile...

«I due video check contestati? È chiaro che in un clima come quello, con la nazione di casa in campo, se c’è un’indecisione su un palla, il punto, si sa a chi viene assegnato. È inutile recriminare su quello, come inutile dire che qualcuno non ha giocato proprio benissimo la finale: resta un risultato straordinario, che fa il paio con il beach volley, un argento e un'affermazione forse meno inaspettata, dati i risultati già ottenuti dalla coppia Lupo-Nicolai nel World Tour, ma un altro argento molto pesante per la pallavolo italiana».

I campionati giovanili faticano ad essere organizzati e la serie B maschile diventa unica perché c’è crisi: si fa a produrre risultati del genere?

«La Federazione pallavolo dovrà sicuramente fare qualcosa, perché non è possibile andare avanti così. I ragazzi devono tornare a giocare a pallavolo e non possiamo sempre farci soffiare dagli altri sport quelli che hanno un certo fisico. Sulla Nazionale, tralasciamo che qualcuno è cresciuto lontano dall'Italia: come alzatore e opposto possiamo essere a posto per i prossimi anni, ma sui centrali e i ricevitori ci sarà tanto da lavorare. E con pochi numeri del movimento dietro, con pochi pallavolisti, diventa sempre più difficile estrarre qualcosa di buono».

Una nota di colore. Il tuo amico ed ex collega Andrea Lucchetta viene criticato da più parti per le sue telecronache...

«Lucky lo conosciamo tutti. È una persona con tanto entusiasmo e magari anche in finale avrebbe voluto pure lui essere in campo per trasmettere entusiasmo. Se uno ascolta spesso le sue telecronache può stancarsi dei suoi modi: ma il telecomando per azzerare il volume lo abbiamo tutti».

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