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«Non potevo chiedere di meglio che essere qui»

«Non potevo chiedere di meglio che essere qui»

Picchi si presenta: ritrovo degli amici e c’è una società seria, e quanta emozione al Puedes

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FERRARA. «Con questa operazione si chiude il mercato, penso che di cose importanti da qui alla fine non ce ne siano più».

Parole e musica del d.s. Davide Vagnati, in occasione della presentazione ufficiale del nuovo acquisto per il centrocampo: Alberto Picchi.

«Questa trattativa è stata lunga - prosegue Vagnati -, l'Empoli ha preferito tenerlo qualche settimana in più per vederlo allenarsi con la prima squadra ma non abbiamo mai avuto dubbi. Pensiamo che sia il giocatore giusto dal punto di vista tecnico e tattico perchè ha caratteristiche che non avevamo in rosa. Siamo felici sia qui e nei primi allenamenti ha già fatto un'ottima impressione a me e al mister. Tanti parlano bene di Picchi, ora sta a lui confermare le sue qualità».

Ed ecco Picchi:

«Sono contento di essere qui dove ritrovo anche amici come Pontisso, Meret e Ghiglione con i quali ho condiviso quest'estate un'avventura straordinaria a livello di Nazionale Under 19. Peccato per la finale persa ma il clima che si respirava è stato qualcosa di speciale e non ci dimenticheremo mai la prima partita contro la Germania giocata davanti a 54.000 spettatori».

L'altra sera al primo impatto con Ferrara il pubblico al Puedes è stato molto caloroso:

«È stata un'emozione forte. Così tanta gente, è stata una presenza che mi ha scombussolato, ovviamente nel bene».

Ruolo?

«Non mi piace tanto parlare di me, mi piace fare parlare il campo. Sono una mezz'ala, posso fare anche il trequartista e l'esterno, dove il mister mi mette io sto».

L'Empoli mantiene il controllo del giocatore:

«È un grande onore per me, e mi ritengo fortunato ad avere suscitato l'interesse della Spal, qui c'è un bel gruppo con tanti giovani, e c'è una società seria, non si può pretendere di meglio. Sento il bisogno di fare questa esperienza sperando di riuscire ad arrivare un giorno a giocare a livelli anche più alti».

Parentela illustre con Armando Picchi:

«Se facessi nella mia carriera anche solo il 10% di quanto ha fatto il cugino di mio nonno sarebbe un grande onore. Grande giocatore, grande persona».

E c'è già un appuntamento segnato nell'agenda di Picchi:

«Da buon livornese la sfida contro il Pisa la sento sempre molto».

Andrea Tebaldi

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