La Baltur paga dazio alla Virtus Bologna ma piace al suo coach
Basket. I biancorossi senza Benfatto partono male La reazione nel secondo e terzo quarto. Spazio a tutti
BOLOGNA. Palestra Porelli gremita, ma di tifosi avversari, per il debutto della Baltur 2016/2017. Ieri pomeriggio, infatti, avversari dei biancorossi del coach Giordani, privi del totem Benfatto (leggera infiammazione a un ginocchio), erano i bianconeri della Virtus Bologna (assente il neo arrivato Lawson), sospinti del calore dei Forever Boys. Alla chiusura dei 40’, con tabellone resettato alla fine di ogni parziale, hanno vinto le “V nere” 76-56. Conta niente, il punteggio conclusivo: i bolognesi hanno dimostrato aggressività, data da una settimana di lavoro in più dei biancorossi, che sono partiti con Chiera, Bedetti, Bianchi, Pignatti e Botteghi.
Cento paga dazio in avvio, anche perché la differenza di categoria si è fatta sentire: al 2’ è 11-0 Virtus (Spizzichini, Rosselli e Ndoja sugli scudi). Dopo 5’ dentro Caroldi (fra i migliori assieme a Bianchi) e Brighi per Chiera e Bedetti. Dopo 7’ ecco Andreaus per Botteghi, dunque D’Alessandro per Bianchi. Al 10’ è 28-18 (Bianchi 8). Durante i secondi 10’ la Baltur regge il confronto grazie a Chiera, Bianchi, Caroldi e Bedetti (al 18’ è 8-12 parziale, al 20’ 12 pari). Anche la terza frazione è equilibrata per gran parte del tempo: coach Giordani abbozza la difesa a zona, Cento manda in campo il baby Farabegoli e Bianchi fissa il -5 parziale al 18’ (15-10). Anche coach Ramagli ruota gli effettivi a disposizione e negli ultimi 10’ si vede in campo molta gioventù. Ancora Caroldi e Bedetti fra i più positivi della Baltur, che manda in campo pure Bravi e Orsi. Dall’altra parte ok Penna e Oxilia.
«Abbiamo giocato in 13 - dice a fine gara coach Giordani -, adesso siamo in un momento di confusione, anche dovuta al fatto che abbiamo lavorato di meno rispetto ad altre compagini, compresa la Virtus. Abbiamo dei giocatori fuori condizione, ma Caroldi e Bianchi hanno fatto bene. Ci è mancato molto Benfatto. Bene il fatto che ci siamo “sbattuti”, anche se abbiamo subito la loro aggressività. Mi piace il fatto che non ci diamo per vinti».
Lorenzo Montanari
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