Dialoghi di calcio e sconti. Nel nome di Cascella
BENEVENTO. Siete di Ferrara? «Eh, sì...» Giornalisti? «Sì, sì...» Siete qui per la Spal? «Certo...» Mò vediamo... Andiamo allo stadio. Vince il Benevento... Il proprietario dell'albergo non aveva...
BENEVENTO. Siete di Ferrara?
«Eh, sì...»
Giornalisti?
«Sì, sì...»
Siete qui per la Spal?
«Certo...»
Mò vediamo... Andiamo allo stadio. Vince il Benevento...
Il proprietario dell'albergo non aveva dubbi. Notevole somiglianza con l'ex presidente napoletano Ferlaino, stessa mimica, stesso modo di parlare. Si discorreva in attesa di recarsi al match. Il padrone di casa raccontava aneddoti: «Qui abbiamo avuto Robbberto (Ranzani, amato doppio ex; ndr), grande capitano. L'anno della promozione fece un gol, lui che non aveva mai calciato verso la porta avversaria. Un tiretto rasoterra, ma il pallone girava, il portiere avversario se lo fece scappare sotto il piede e battemmo l'Angri, successo fondamentale... Sartori, bel giocatore... Anche Bertuccioli ha giocato sia nella Spal che nel Benevento».
E Cascella, abbiamo aggiunto noi. Il proprietario si è bloccato. Ci ha guardato dritto negli occhi. Ha taciuto. Ha arrotolato le maniche della camicia, è uscito dal bancone della reception per pararsi a un passo da noi: «Cascella. Salvatore Cascella. Immenso. Idolo. Falso nueve ( è vero, a Benevento nel 74/75 giocava proprio col 9; ndr), era il Cruijff della serie C, segnò 12 gol. E quando venne da voi alla Spal ubriacò Sabadini nella partita di San Siro col Milan, in Coppa».
Un almanacco. Ma era ora di andare. Proposta di saldare subito il conto, senza attendere il giorno dopo. «Pagare? Eh, c'è tempo... Parliamo di Cascella. Quel giorno, contro il Lecce, loro avevano Tarabocchia in porta che deteneva il record di imbattibilità ma Salvatore fece doppietta...».
Sì, per pagare c'è tempo. E grazie a Cascella ci scappa pure lo sconto... (p.n.)
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