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«Voglio una Bondi che sappia divertire il pubblico»

di Marco Nagliati
«Voglio una Bondi che sappia divertire il pubblico»

Basket A2. Coach Trullo indica la mission ai biancazzurri Fa le carte alle rivali e avvisa: «Dobbiamo essere squadra»

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FERRARA. Umiltà. Diventare squadra. Unità d’intenti e divertire. Sono i comandamenti che coach Trullo intende instillare nella sua Bondi al più presto, in vista di una stagione di A2 che si preannuncia vibrante e ricca di grandissime sfide. Una settimana di lavoro è trascorsa, gli statunitensi sono in arrivo. Si inizia a “vivere” basket.

Coach Trullo, pazienza e sangue freddo sono stati premiati con l’ingaggio di Roderick.

«Dopo tre anni in cui occupo anche il ruolo di direttore sportivo so come funzionano le cose».

Ovvero?

«Che se hai nervi saldi puoi fare moltissimi affari proprio all’ultimo. Certi buoni giocatori che un mese prima chiedevano tanto, poi abbassano le richieste temendo di restare fermi per mesi. L’esperienza aiuta a tenere a bada l’ansia dell’ambiente esterno».

Roderick è un colpaccio.

«Prendere tanto per fare non aveva senso, così come non volevo ingaggiare un giocatore di cui non ero convinto. Per me Roderick è un giocatore adatto alla Bondi».

Con Bowers forma una coppia molto interessante.

«Sulla carta è così, ma come sempre dovrà parlare il campo. Non dimentico che negli ultimi anni i pronostici davano sempre morta la mia Roseto».

Ferrara come la inquadra?

«Dipende da come diventeremo squadra nei prossimi mesi. In estate tutti dicono che le cose vanno bene».

Proiettandoci all’autunno, dando uno sguardo ai roster cosa vede?

«Molte formazioni competitive. La Fortitudo ha dato continuità al progetto e schiera una squadra ben oliata. La Virtus Bologna, se azzecca la guardia, può affiancarla ad un Lawson super e ad ottimi italiani. La leadership alle bolognesi spetta di diritto».

Non solo loro.

«Verona pareva fosse destinata ad un’annata di medio livello, invece è di prima fascia. Mantova ha ancora un lungo da ingaggiare, però Corbett non si discute e gli italiani sono competitivi. Treviso ha un’invidiabile continuità di gestione ad alto livello: partire così è un vantaggio. Poi le neopromosse hanno speso tanto per gli americani. Si pensi a Forlì che ha “rubato” Blackshear a Pistoia. E poi...».

Dica.

«E poi per me Piacenza ha una coppia super: Jones fa la differenza in A ed Hasbrouck a Ferrara lo conoscete bene direi. Senza dimenticare Infante e Formenti. Insomma, il livello del girone è altissimo».

Dove inserisce la Bondi?

«A me preme una cosa: vorrei produrre un basket che diverta il pubblico. Se lo faremo, ci verrà perdonata anche qualche sconfitta».

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