La Nuova Ferrara

Sport

«Ragazzo, io faccio qualità. E lui marcò tutti»

L’ex spallino Albieri ha visto crescere Del Grosso nel Giulianova: ha personalità, forza, ottimo piede

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. «Mi hanno subito telefonato tanti amici giuliesi, dicendomi: “Cristiano è venuto a giocare nella tua Spal...”».

Cristiano, ovviamente, è Del Grosso. Ed a raccontare l’aneddoto è Luca Albieri. Perchè lui a Giulianova ha giocato, e del nuovo terzino biancazzurro è grande amico. Un rapporto forte, antico. Nessuno, qui a Ferrara, conosce Del Grosso meglio di Albieri, che proprio nel Giulianova lo vide affacciarsi al professionismo, crescere, imporsi, spiccare il volo.

L’ex enfant prodige di Ro Ferrarese ha la verve e la contagiosa simpatia di sempre. È un vulcano, ti sommerge di parole, storie, racconti. Ed è felice come un bimbo nel rivedere Del Grosso. Lo è andato subito a salutare, ci ha mandato una foto di loro due abbracciati, ieri. E confessa:

«Ho sempre avuto un rapporto straordinario con lui e la sua famiglia, spesso ero a mangiare da loro, la mamma è bravissima a cucinare il pesce. A Giulianova eravamo sempre insieme. Il gruppo era composto da Cristiano e da suo fratello Federico, da Cappellacci, D’Angelo e da me. Un legame indelebile».

Cristiano Del Grosso come può essere presentato ai tifosi spallini? Noi lo ricordiamo avversario dei biancazzurri nelle due sfide del 2004/2005, ma Albieri è il più adatto per raccontare Del Grosso. E parte con un aneddoto:

«Arrivo al Giulianova nel novembre del 2000, in C1. La domenica giochiamo in casa contro il Benevento. Vado in panchina, i terzini titolari sono Federico e Cristiano Del Grosso, gemelli, 17 anni. A fine primo tempo perdiamo 2-0. Entro nella ripresa, mister Giorgini mi mette a sinistra. Dietro di me c’è Cristiano. Gli dico: “ragazzo, io faccio solo qualità. Non mi interessano copertura, diagonali, ’ste cose qui, dietro ti arrangi tu. Cristiano ne marcava due, tre, quattro in una volta, io mica tornavo... Lui è stato il migliore in campo, io ho servito gli assist per i gol di D’Angelo e Pastore per il 2-2. Un ragazzo così era destinato ad arrivare in alto, come poi ha fatto».

Albieri, che giocatore è Del Grosso? Luca snocciola:

«A suo tempo l’ho visto subito: fisico, tecnico, grande personalità. Bravissimo. Ragazzo straordinario. Quando andò al Cagliari, prima della sfida contro l’Inter di Mourinho parlammo a lungo al telefono. Era arrivato alla Scala del calcio, io no. Sono contento che Cristiano ora sia venuto alla Spal. A livello fisico è fortissimo. Difficile superarlo nell’uno contro uno, ha piede delicato, crossa ottimamente, possiede una grande personalità ed ha paura di niente. È cresciuto alla scuola giuliese, e da quel “catino” escono solo grandi giocatori. Ha temperamento, velocità, è una “bestia”. In quel Giulianova c’era anche Antenucci, ma ancora nella Berretti, si vedeva che era molto bravo. Ma Cristiano una carriera tutta in A non l’ha avuta per caso. È un grandissimo».

Parola di Luca Albieri.

Paolo Negri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google