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Il “Mazza” è sold out e il tifo sale alto

Il “Mazza” è sold out e il tifo sale alto

Cori, sfottò, applausi a scena aperta per le giocate della Spal: il cuore biancazzurro batte forte ed è festa grande

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FERRARA. Pubblico delle grandi occasioni allo stadio “Paolo Mazza”, con 7.880 presenti e un’atmosfera da brividi che si è respirata per tutta la serata. È stata la prima volta dei tornelli e, come normale, ci sono state code, anche lunghe, attorno alle 20, ma l’afflusso è stato regolare e non si sono registrati particolari problemi, fatta eccezione per qualche ingresso ritardato rispetto all’orario dell fischio d’inizio. Allo stadio fischi sonori all'ingresso della tifoseria del Vicenza, accolta con cori tutt’altro che benevoli. Grande sciarpata della curva Ovest all’ingresso in campo delle squadre, raccolta di fondi anche nello stadio per le popolazioni del Centro Italia colpite dal recente drammatico terremoto. Coreografia di palloncini bianchi e rossi nello spicchio di settore ospiti, che conta un migliaio di presenze.

Problemi di audio allo stadio, con il messaggio letto da capitan Nicolas Giani che non si è sentito e con lo speaker che non può chiamare l’urlo del pubblico in occasione delle reti della Spal.

Continui sfottò tra le tifoserie, con compatti cori biancazzurri all'indirizzo dei vicentini. Grande entusiasmo al primo gol della Spal di Arini su assist di Antenucci, che viene applaudito a scena aperta a più riprese. La Spal va in vantaggio, gioca bene, convince e il primo tempo non può non finire con il coro “chi non salta è un vicentino”. Nel corso di tutta la partita applausi a scena aperta per le infinite sgroppate di Lazzari sulla fascia. Applausometro molto alto all’uscita dal campo di Schiattarella, che sembra già essere entrato nel cuore dei tifosi biancazzurri. Nel finale torna anche un coro storico della curva Ovest, all’insegna dell’ironia, con un prolungato “miao... miao... miao”. Entusiasmo, poi, per la rete finale di Zigoni. A gara finita tutta la squadra va a esultare sotto la Curva. E, come l’anno scorso, sale subito alto il coro al nome di Leonardo Semplici.

Andrea Tebaldi

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