La Spal ha rotto il ghiaccio Era troppo importante vincere la prima in casa
Calcio serie B. Anche Sky e la Rai hanno “esaltato” la prova dei biancazzurri Il netto successo sul Vicenza ha detto che la squadra vale la categoria
FERRARA. Com’è andata?
Domanda retorica. Diremmo che è andata benone. La serata del ritorno della serie B a Ferrara, domenica, è stata un successo nell’adeguato “Paolo Mazza”. Ok, qualche dettaglio da sistemare, dall’impianto audio andato in panne (problema non imputabile alla Spal) alle code ai tornelli che però sono state sopportabili. Era la prima volta, serve un po’ di pazienza, gli steward controllano uno ad uno gli spettatori. Il servizio è però stato sbrigato con cortesia e professionalità, ed i macchinari hanno funzionato bene. Ottima l’illuminazione, bellissimo il colpo d’occhio, quasi 8.000 spettatori. A fine match il deflusso del pubblico è stato regolato anche attraverso un cordone che impediva di proseguire per corso Piave verso l’incrocio con Vittorio Veneto e faceva deviare in via Fortezza.
Quanto alla partita con il Vicenza, non c’è stata... partita: 2-0 già al 22’, totale dominio biancazzurro.
Dice: bella forza, 84 minuti su 90 in superiorità numerica...
Sì, è vero, l’espulsione del portiere ospite Benussi è sicuramente stata pesante. Ma è stata una situazione provocata. Dalla Spal. Con una chiara azione da rete, interrotta fallosamente dal guardiano - fuori area, su Antenucci - ad impedire il gol dell’1-0. Rete del vantaggio giunta da lì a poco, con Arini entrato negli annali per aver timbrato il primo centro biancazzurro in cadetteria dopo 23 anni. La Spal ha dominato. Semplici ha stravinto il confronto con Lerda. Che in 10 ha pensato bene di sostituire Siega, togliendo un centrocampista e consegnando il settore nevralgico del gioco ai biancazzurri, anche perché i tre biancorossi davanti non rientravano a dare una mano. Così i biancazzurri hanno imperversato, con Arini ad inserirsi costantemente e Lazzari a martellare in fascia. Sequenze di gioco di alta qualità, da categoria superiore, con cambi campo, verticalizzazioni, palle-gol nitide e costruite attraverso la manovra. I venti minuti di Cagliari, la mezz’ora di Benevento, hanno trovato applicazione con maggior continuità, ritmo, efficacia. Due gol segnati, due pali, tante altre chances non concretizzate vuoi per un pelo di imprecisione, vuoi per sfortuna, vuoi per qualche ottimo intervento del subentrato Vigorito.
«Spal spettacolo», ha titolato ieri Sky nel notiziario delle 14. «Importante e positivo il ritorno della Spal in B, era una figurina della mia infanzia», ha sostanzialmente affermato Ivan Zazzaroni domenica notte alla Domenica Sportiva. Sul cui palcoscenico un’altra firma illustre quale Mario Sconcerti ha sottolineato di «essere felice perché apprezzo molto mister Semplici e perché ho tanti amici ferraresi».
Il 3-0 finale sul Vicenza ha dunque avuto immediata eco a livello nazionale. Cosa buona e giusta per l’immagine, positiva per la classifica, fondamentale per autostima e consapevolezza dei propri mezzi.
Il collettivo ha funzionato, Antenucci ha mostrato di essere giocatore superiore, e la sua piena espressione è stata favorita dalla presenza, dal ruolo, dalla prestazione di Zigoni. Che nel primo tempo avrà anche mancato due o tre gol, ma che ha recitato una parte fondamentale sia nei sedici metri che fuori dall’area. Con loro due, col ritorno di Cerri e con Finotto il parco attaccanti è di assoluto livello. Una conferma che non guasta. La rosa è ampia e dà soluzioni in tutti i reparti, si tratterà di trovare l’assetto (leggi scelte) migliore, più affidabile, più performante, ma Semplici può sfogliare i suoi petali e decidere in base a criteri generali come a circostanze e necessità. L’ultimo acquisto, Del Grosso, è entrato col piglio di chi non è stato per caso 10 anni in serie A. L’indicazione migliore è che tra Cagliari, Benevento e Vicenza la Spal - tra risultati diversi, nelle proporzioni come nell’esito, ed oscillazioni legate alla condizione - ha dimostrato di avere il gioco ed i valori per recitare bene in B. I biancazzurri in categoria ci stanno, danno la sensazione di poterci stare. Nell’ottica dell’obiettivo di salvaguardia e consolidamento della cadetteria, ovvio.
Ora bisognerà trovare continuità (che non significa vincere le restanti 40 gare), reggere l’urto, non smontarsi quando si andrà sotto. Intanto è stato rotto il ghiaccio. Vincere la prima in casa era troppo importante, per mille motivi. Missione compiuta.
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