Per Argentana e Sant’Agostino buona la prima
Eccellenza. I granata domano il Riccione e i “ramarri” reagiscono. Ma si può crescere
FERRARA. Con tutto il rispetto delle convenzioni e degli avversari, il fatto che le due ferraresi d’Eccellenza abbiano portato a casa due pareggi nella prima giornata di campionato è una piacevole sorpresa. Il Sant’Agostino ha recuperato un doppio svantaggio su uno dei campi più difficili del girone, e l’Argentana, a momenti, manda a casa col groppo in gola i molti tifosi biancorossi del Rimini.
Prima di tutto: il Rimini è veramente lo spauracchio che ci si aspettava? Forse ancora no. Ma il merito di una prestazione poco oltre il rasoterra è della grintosa Argentana. Romagnoli con difesa a tre? Pagani e Formigoni a giocare larghi per “stirarla”. Cola da volante davanti alla difesa? Tumolo da mezza punta a disturbarlo. Centrocampo mobile e duttile, senza inventori di gioco, ma tanti inserimenti sulla fascia, per i granata, che hanno subito la prepotenza solo (e saltuariamente) di Signorini, ma hanno saputo asfaltare il giovane Dolcini sulla fascia opposta. C'è preparazione, c'è disegno tattico e c'è concentrazione. Chiaro che proporre una partita così non è difficilissimo quando giochi contro gli spauracchi, ma va fatto contro tutte le avversarie. Ci sarà da lavorare una squadra giovane è incostante per definizione, ma il primo passo, quello più importante in un viaggio, è stato fatto. E non è stato un passo falso.
Passiamo ai “ramarri”. A San Piero in Bagno fare risultato non è mai facile. Tornare con un pareggio va visto in maniera positiva. Mister Pellacani, però, non ha gradito il primo tempo, giocato in maniera troppo arrendevole, mentre gli sono piaciuti il ritorno e la crescita dopo il pareggio. Se da una parte fa piacere che la squadra abbia forti capacità di reazione e sappia scuotersi, è anche vero che, tra coppa e campionato, è successo varie volte che i “ramarri” abbiano avuto dei passaggi a vuoto, dei momenti in cui pagano qualcosa. Chiaro che un cambio di allenatore e di organizzazione tattica comporti dei black out, ma è anche ovvio come mister Pellacani non li gradisca ed esiga concentrazione totale. Grandi potenzialità ci sono, ma fino a quando non saranno assimilati appieno i dettami tattici, l’unico modo per non buttare via punti, che potrebbero essere importanti, sarà la concentrazione totale.
Alessandro Bassi
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