«La squadra in B ci sta E Antenucci è da serie A»
FERRARA. Totò Di Natale al “Mazza”. L’ex campione dell’Udinese e della Nazionale domenica sera ha assistito a Spal-Vicenza. Ma perchè? Tante congetture, magari un incarico proprio da parte del club...
FERRARA. Totò Di Natale al “Mazza”. L’ex campione dell’Udinese e della Nazionale domenica sera ha assistito a Spal-Vicenza. Ma perchè? Tante congetture, magari un incarico proprio da parte del club friulano, che con i biancazzurri ha allacciato un legame stretto. Nulla di tutto ciò. L’Udinese era rappresentata dal capo degli osservatori, Andrea Carnevale, e da quel Roberto Policano già visto a Forlì in occasione di Spal-Messina. A spiegare la presenza di Di Natale pensa Giammario Specchia, ex difensore della Spal, ora capo scouting del Chievo ed a sua volta allo stadio domenica sera: «Di Natale è molto amico di Andrea Gazzoli, il digì del Vicenza (sono anche vicini di casa al Lido di Camaiore; ndr). Abbiamo giocato tutti e tre insieme nel Viareggio, stagione 1998/99...».
Se Di Natale non era al “Mazza” con occhio... tecnico, Specchia sì. Che impressione gli ha fatto la Spal?
«La squadra mi è piaciuta. Ha idee di gioco ed un bello spirito. Quello di serie B è un campionato difficile, per reggerlo bisogna avere determinate caratteristiche».
La Spal le ha? E quali sono?
«Sì, le possiede. Penso appunto allo spirito, ma anche alla capacità di aiutarsi l’un l’altro e di non mollare mai. L’altra sera la Spal è stata un po’ agevolata, quindi queste risorse dovrà mostrarle anche quando dovrà rincorrere gli avversari, e non correre in avanti divertendosi. Bisogna avere sempre fame, cattiveria, non esistono solo partite come quella col Vicenza, andranno capite le difficoltà della categoria. Ma ho fiducia, ho visto una bella squadra».
Cosa intende quando parla di una Spal agevolata?
«La gara si è messa subito in discesa, con l’espulsione del portiere vicentino. Le partite non saranno tutte così, ma è anche stata brava la Spal a farla diventare facile».
Impressioni?
«So che con la proprietà ed il direttore Vagnati la Spal è in buone mani. Ho anche visto l’entusiasmo dell’ambiente. Sono tutti ottimi presupposti. Sette giocatori su undici erano alla Spal già in Lega Pro e non hanno sofferto il cambio di categoria. Non si vincono i campionati per caso, ed il salto dalla Lega Pro alla B è più basso rispetto a quello da B alla serie A. La linea difensiva “a cinque” è difficile da passare, il centrocampo ha idee, Arini è solido e di sostanza. E le punte, così vicine, dialogavano magnificamente. Brava la Spal, ma anche qui bisognerà capire i meriti dei biancazzurri e le colpe del Vicenza, con Zaccardo ed Esposito appena arrivati ed in grande difficoltà. In ogni caso, contro un Antenucci così...».
Grande giocatore, no?
«Altrochè. Ho visto un giocatore formato serie A. È dell’84 ma la A la farebbe figurando ottimamente».
Nella Spal ha visto altri da serie A? Da Chievo?
«Non posso dirlo...».
Lazzari?
«Deve diventare più concreto. Se lo farà, il potenziale c’è. In generale, i giocatori della Spal possono mettersi in evidenza, Ferrara è in posizione strategica, la società ha un nome, ad ogni gara ci saranno osservatori di club importanti».
La Spal in B ci sta?
«Sicuramente. Deve trovare sei squadre che le stanno sotto. E ad oggi ci sono, anche se non ne faccio i nomi...».
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