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il gp d’italia salvo per almeno tre anni

Monza ora tira un sospiro di sollievo Maroni: «Ecclestone, un osso duro»

Monza ora tira un sospiro di sollievo Maroni: «Ecclestone, un osso duro»

Manca la firma di Bernie Ecclestone ma in Lombardia c’è serenità. Il Gran premio d’Italia di Formula 1 si correrà a Monza anche nei prossimi tre anni. Concluso il week-end motoristico Roberto Maroni,...

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Manca la firma di Bernie Ecclestone ma in Lombardia c’è serenità. Il Gran premio d’Italia di Formula 1 si correrà a Monza anche nei prossimi tre anni. Concluso il week-end motoristico Roberto Maroni, il presidente della Regione, è tornato a parlare della delicatissima trattativa. «Di battaglie ne ho combattute tante nella mia vita politica, ma questa è stata veramente tosta. Possiamo stare tranquilli. Abbiamo concordato con Ecclestone il rinnovo per almeno i prossimi tre anni e domenica, quando l’ho incontrato, mi ha confermato che l’accordo c’è, lo firmeranno nei prossimi giorni a Londra».

L’esponente del Carroccio è parso sempre piuttosto tranquillo sul buon esito della trattativa. È stata anche pretattica? «Assolutamente sì – riconosce – Ho conosciuto Ecclestone ed è un tipo piuttosto tosto, per utilizzare un eufemismo. Per convincerlo abbiamo inizialmente puntato su determinate caratteristiche uniche di Monza e gli abbiamo fatto ridurre le richieste economiche iniziali. Poi, con il contributo del Governo, dell’Automobile club d’Italia e della Regione Lombardia abbiamo messo sul tavolo quello che serviva, è stato uno sforzo notevole ma ce l’abbiamo fatta. Monza è Monza, c’è poco da fare non c’è nessun circuito che abbia il prestigio e la storia di Monza».

Le mosse di Imola, che a sua volta ha cercato di ottenere l’organizzazione della corsa tricolore, non sono andate giù a Maroni. «È stato tenuto un comportamento incomprensibile e inaccettabile. Domenica, a Cernobbio, ho chiesto al Governo, a vari ministri e anche al sottogretario Luca Lotti di invitare Imola a ritirare il ricorso al Tar del Lazio: non ha senso, l’accordo con Ecclestone è stato trovato. Diciamo che ci hanno provato e me ne dispiace, ma ora devono fare un solo gesto: ritirare il ricorso, altrimenti sarà soltanto peggio per loro».

Anche Antonio Rossi, plurimedagliato alle Olimpiadi e assessore allo sport della Regione Lombardia, è sulla stessa lunghezza d’onda. «È deludente dirlo ma in Italia tendiamo sempre a farci gli sgambetti tra di noi. Imola ha una bella storia, ma per tutti il Gran premio d’Italia di Formula 1 è a Monza. Ho sentito parlare anche della possibilità di un’alternanza, ma come ha ribadito il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, sarebbe stata una soluzione capace di scontentare tutti».

E mentre il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, è al settimo cielo («È un settembre magico per la nostra città: prima il rinnovo del contratto con Ecclestone, poi gli Open d’Italia di golf (15-18 settembre, ndr) e quindi il doppio concerto di Ligabue (24-25 settembre, ndr)»), a Imola l’umore non è dei migliori. «Il presidente Aci, qualora intenda procedere con la firma del contratto per il Gran premio d’Italia a Monza in spregio alle istanze del promotore del Gp d’Italia a Imola (tra l’altro molto meno oneroso per la finanza pubblica) prima della decisione dei giudici amministrativi nel merito e della definizione delle ulteriori istanze comunitarie, si prenderà la responsabilità di aver firmato un contratto potenzialmente viziato con tutte le conseguenti implicazioni» ha scritto attraverso un comunicato Formula Imola, l’ente che gestisce l’Autodromo. E se dalla stanza dei bottoni del circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari non si dovesse decidere di fare marcia indietro bisognerà attendere il 28 ottobre per capire se è andato a buon fine o meno il ricorso contro la legittimità di un accordo tra Monza e Bernie Ecclestone. Che ha rassicurato Sticchi Damiani e Maroni («Sono molto contento del contratto e speriamo di rimanere qui a Monza per i prossimi 50 anni. C’è voluto tantissimo tempo per arrivare a qualcosa che tutti sapevamo sarebbe successo») ma che per adesso non ha apposto la sua firma sul fatidico documento. (m.c.)

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