Faccini conquista i tre titoli italiani «Fare il triplete non ha prezzo»
COPPARO. Si chiama Faccini. Marco Faccini. Non gira in smoking per lavoro e non gli abbiamo chiesto se il Martini va agitato o mescolato. È di Copparo, anche se da un anno abita, per lavoro, a Imola....
COPPARO. Si chiama Faccini. Marco Faccini. Non gira in smoking per lavoro e non gli abbiamo chiesto se il Martini va agitato o mescolato. È di Copparo, anche se da un anno abita, per lavoro, a Imola. Gioca a beach tennis. 26 anni. È un seconda categoria. Ogni volta che si presenta ai campionati italiani, per gli avversari è praticamente un dramma. Lo scorso anno era andata benissimo. Quest’anno Faccini si è portato a casa, nei campionati italiani di categoria, tre scudetti: singolo, doppio e doppio misto. Anche Terminator si è preoccupato per la sua efficienza in campo. La sciamo da parte gli scherzi: al Marrakech 55 di Lido di Spina, la prestazione di Marco è stata di altissimo livello.
Lui non si esalta: «Avevo già vinto, lo scorso anno, anche in coppia con la mia ragazza, Sofia Cimatti. Quest'anno ho vinto il singolo, il doppio misto con una bravissima ragazza di Cervia, Nicole Nobile, e il doppio con il mio abituale compagno, il bravissimo Teo Casadei. Quando vinci ti senti sempre bene. Fare il “triplete” è una cosa che non ha prezzo».
Parlare di triplete in casa di uno juventino, accresce la fame: «Certo che la accresce», e s’intuisce il sorriso.
Di Copparo, si diceva. Adesso, però, è in trasferta: «Vero, aa un anno circa lavoro a Imola, dove sono maestro federale di beach tennis. D’inverno faccio il maestro professionista, d’estate cerco di andare a più tornei possibili, giocando molto in Italia e abbastanza poco all’estero. A Imola c’è un centro con qualifica federale, ormai sono quasi due anni che faccio il professionista del beach tennis, anche se non sono un giocatore professionista e basta, ma concedo molto spazio all’insegnamento».
A Copparo un campione di beach tennis, inusuale: «Cose che capitano. Ho cominciato giocando a calcio, alla Sorgente di Sabbioncello. Poi, con mio padre (un ottimo sportivo in diverse discipline, ndr), ho cominciato ad andare a giocare a beach tennis. Mi è piaciuto. Ho vinto gli italiani under 18 nel 2008 e ho cominciato ad alternare lo studio al gioco semiprofessionale. Adesso ho bloccato gli esami, ma la laurea in scienze motorie arriverà».
Il sospetto è che per Marco gli obiettivi da raggiungere siano un fatto personale. Da tempo nelle prime posizioni tra i seconda categoria, non resta che il passaggio alla prima: «Quello è più complicato. Ho molti punti nella classifica italiana, ma non ne ho tanti in quella che conteggia anche i tornei all’estero. La Federazione privilegia chi ha molti punti raccolti fuori dall’Italia. Ora sono al numero 25 al mondo. E allora andiamo avanti così, sperando di crescere poco a poco. Adesso vado a due tornei importanti, a Lido Candoli e a Terracina. E vediamo come vanno le cose».
Alessandro Bassi
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