Spal al passo con le grandi. I punti sono gli stessi di Verona, Carpi e Bari
I biancazzurri hanno avuto un buon impatto sul campionato cadetto. E c’era margine per fare anche meglio: le prospettive sono incoraggianti
FERRARA. La Spal è... in zona play off. Ha 4 punti in 3 gare, di cui 2 giocate in trasferta. È appaiata a Verona, Carpi, Novara e Bari, tutte favorite della vigilia per la corsa alla serie A. E precede di 2 lunghezze Perugia e Salernitana, nobili della categoria con ambizioni da piani alti.
L’impatto della Spal sulla serie B è dunque stato buono, non c’è di che lamentarsi. La squadra ha già fatto capire di valere la categoria. Di starci. Se poi arriverà 4ª, 7ª, 12ª o 16ª, non possiamo prevederlo adesso (anche se un’idea l’abbiamo...). E non dimentichiamo mai che l’obiettivo principale è la salvezza.
Dice: Cittadella e Benevento, neo-promosse al pari della Spal, per ora hanno fatto meglio dei biancazzurri e guidano la classifica.
Innegabile. Ma casi diversi. Alzi la mano chi riteneva che i veneti potessero vincerne tre su tre, chi pensa che abbiano l’organico per stare lì, chi pronostica che reggano. Quanto al Benevento, ha speso per trovarsi dov’è.
Da Benevento e dal Benevento parte l’altro discorso sulla Spal. Che, come dicevamo, ha iniziato bene la serie B: motivo di soddisfazione ma non ragione per accontentarsi, bensì stimolo per migliorare perchè la squadra ha lasciato chiaramente l’impressione che ci fosse margine per fare ancor di più. In Campania - all’esordio - avrebbe potuto quantomeno pareggiare, sabato ad Ascoli si erano creati i presupposti per imporsi. La Spal vista al “Del Duca” è stata la meno scintillante, brillante e ficcante di queste prime tre gare di campionato. Nelle Marche non ha creato le occasioni da rete delle partite precedenti, il vantaggio lo ha trovato con un eurogol. Ma ha avuto il controllo del gioco per tutto il primo tempo, ha tenuto pallino, ha imbrigliato un Ascoli lento e senza soluzioni, è andata al riposo meritatamente avanti. C’erano le condizioni per colpire ancora. La Spal non lo ha fatto perchè nel primo tempo non ha servito adeguatamente gli attaccanti. Non avendo un trequartista e - ad Ascoli - non potendo contare sugli inserimenti delle mezzeali, i biancazzurri in fase offensiva dipendono molto dal sostegno e dagli inviti dei laterali. Ma, soprattutto da sinistra, nelle Marche i servizi non sono stati né tempestivi né precisi né continui. Un dettaglio nel contesto di una frazione ben gestita.
Nella ripresa, invece, la Spal ha lasciato all’Ascoli il possesso di palla, si è ritratta, non è più uscita. Ha sofferto più l’iniziativa dell’Ascoli che la sua reale pericolosità (nessuna occasione). Peccato che in tale contesto non sia nemmeno riuscita a colpire con quello che Semplici chiama controgioco subendo invece il pareggio proprio su una situazione del genere. Dettata da errori individuali, ma è curioso che tale controgioco lo si patisca con regolarità (Cagliari, Benevento, Ascoli) ed in trasferta.
La Spal deve sistemare tutte le cosettine citate. Ma proprio per questo c’è da essere fiduciosi: perchè ha già mostrato di valere la categoria e perchè quando correggerà alcuni difettucci non potrà che crescere ancora. Niente male, le prospettive.
Ora, alle porte ci sono due gare interne consecutive, sabato con l’Entella e martedì sera col Verona. Presumibile una gestione dell’organico. Le soluzioni ci sono in tutti i reparti, in tutte le zone. Nell’ambito del doppio confronto dovrebbe scoccare l’ora di Vicari in difesa (arrivato da un mese e mai impiegato nonostante sia stato preso per essere il perno del reparto arretrato), dovrebbe vedersi Del Grosso dall’inizio, ci saranno altre valutazioni. Vedremo in quale dei due match Semplici proporrà le eventuali novità, e poi quali scelte farà.
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