La Baltur accoglie la stella Nba
Marco Belinelli si allena a Cento, ma lo aspettano i Charlotte Hornets di Michael Jordan: «Mi preparo alla stagione del rilancio»
CENTO. Metti un pomeriggio speciale al Pala Ahrcos, con Marco Belinelli ad allenarsi assieme alla Baltur, davanti al capo scout degli Hornets, Adam Filippi. “Beli” fra dieci giorni partirà per gli States: ad aspettarlo i Charlotte Hornets di Michael Jordan. Ma prima, almeno fino a domani, mercoledì, si allenerà agli ordini del coach biancorosso Lanfranco “Lupo” Giordani.
«Perché Cento? Da una vita - dice Belinelli – ho una persona, Marco Sanguettoli, che mi aiuta e mi ha fatto migliorare moltissimo come giocatore e come persona. Quest’anno sono stato io a venire incontro a Sanguettoli, decidendo di venire ad allenarmi a Cento. Lavoro per arrivare pronto alla stagione con Charlotte, Cento con me sta facendo un grandissimo lavoro, anche perché mi fa sentire a casa, dandomi tutto ciò di cui ho bisogno. Adesso mi alleno con Filippi e Sanguettoli. Sono contento di come stanno andando le cose. Ho giocato contro Pignatti, amico e persona che conosco da anni: lo stimo, perché dà sempre tutto in campo».
Cosa si aspetta dall’annata a Charlotte? «Una riscossa, sono carico e molto motivato per fare un’ottima stagione, dopo l’annata da dimenticare a Sacramento, anno che comunque mi farà crescere sotto tanti punti di vista. Vado a Charlotte per trovare il mio spazio, giocare una buona annata e ritornare ai playoff, cosa che mi manca da molto».
Charlotte significa pure Michael Jordan: «Grandissima persona, incredibile, quando gli ho parlato per la prima volta tremavo. Dopo l’infortunio alla zigomo mi ha chiamato di nuovo per sapere come stavo. Sono carico per la nuova avventura, è un sogno che per me sta continuando e che voglio viverlo al 100%».
Po lo sguardo torna su Cento: «So che la Baltur è una squadra con grande cuore, con un grande staff tecnico. Alla Baltur auguro il meglio per la stagione».
«Gli allenamenti con Belinelli? Riempiono d'orgoglio - dice coach Giordani -, è una situazione particolare e stimolante, anche perché ti trovi ad allenare un giocatore dell'Nba... Una bella soddisfazione, che per primo vedo nei miei giocatori. E' una bella sensazione, non vogliamo fare brutta figura, ma essere all’altezza e professionali. Da lui possiamo carpire qualcosa utile ai più giovani».
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