La Nuova Ferrara

Sport

seconda categoria

La nuova vita della Comacchiese Spazio al vivaio e i big in società

La nuova vita della Comacchiese Spazio al vivaio e i big in società

COMACCHIO. La parola d'ordine è ricostruire. Sì, perché di tracolli calcistici a Comacchio se ne sono visti parecchi negli ultimi tempi, dall'apice storico della serie D alla ripartenza della Terza...

3 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. La parola d'ordine è ricostruire. Sì, perché di tracolli calcistici a Comacchio se ne sono visti parecchi negli ultimi tempi, dall'apice storico della serie D alla ripartenza della Terza categoria il passo non è stato breve e neppure tanto tranquillo, fra retrocessioni in serie e rivoluzioni societarie sempre finite in malo modo.

Fino al ritorno della Comacchiese voluto dal presidente (ed ex attaccante negli anni del passaggio al Comacchio Lidi) Francesco Cavalieri, che proprio nell'ottica di ricostruzione del club rossoblù ha investito le (non eccessive) risorse nel settore giovanile, senza dimenticare la prima squadra, portata nel frattempo in Seconda categoria e con un ritorno di entusiasmo notevole, come dimostrato dagli oltre 300 paganti del derby di Coppa Emilia con il Magnavacca che ha aperto la nuova stagione (successo per 2-1); oppure l'altro di domenica in casa con la Laghese e vinto per 3-1

Ma il vivaio resta la priorità e per farlo capire basta dare una scorsa agli allenatori arrivati in questi giorni per guidare le doppie formazioni per categoria derivate dalla presenza di quasi 300 tesserati. E spulciando nell'organigramma spuntano gli ex professionisti Tonino Ferroni e Gigi Simoni (con un ottimo curriculum anche da allenatori e preparatori dei portieri, pure a Comacchio), ancora Michele Guietti, vincitore di diverse campionati giovanili (Giacomense) e due volte campione a Gallo con la Juniores della Portuense.

«Siamo partiti per gioco tra amici per non far sparire tutto - spiega Cavalieri -; tre anni fa avevamo trenta ragazzi, poi la prima squadra partita dalla Terza in una piazza come Comacchio che aveva il palato fine. Poi quest'anno ecco che abbiamo realizzato il settore giovanile unico con il Magnavacca grazie alla collaborazione con Gianfranco Vitali, un grande presidente. Qui c'è ancora voglia di calcio, anche da parte dei genitori e con il fatto di avere una società unica spero che pure il Comune ci possa aiutare a livello di servizi, non tanto di contributi economici. Sono tre i campi che utilizziamo: al “Raibosola” vanno dai Piccoli Amici agli Esordienti, così da rivitalizzare una struttura che stava diventando una cattedrale nel deserto invece ora si presenta decorosamente; Allievi e Giovanissimi sono a Porto Garibaldi; prima squadra e Juniores usano l'Ider Carli, il quale presenta i maggiori problemi, ma intanto abbiamo sistemato la struttura e inserito un bar».

Lo staff tecnico comprende anche il bravo Michele Guerriero per la Juniores, l'esperto dirigente Antonio Bonazza (per anni pilastro del San Giuseppe) è il coordinatore del settore giovanile, Guietti guiderà i Giovanissimi, Tonino Ferroni dovrebbe seguire Allievi e tutti i portieri sostituendo proprio Gigi Simoni, il quale si ferma un anno per dar spazio all'amico Tonino, ma resta sempre legato alla Comacchiese.

«Dalla nostra parte - spiega il presidente - c'è il fatto che la piazza di Comacchio ha sempre un bel valore. Per fare bene nel settore giovanile servono persone preparate che danno esperienza e qualità, nel calcio c'è nulla da inventare, bisogna solo ricreare e le persone giuste riteniamo siano queste qui. Poi ci sono Gianmarco Cavallari e Davide Zappaterra, giovani già preparati che faranno sicuramente bene e hanno voglia di imparare. E, ancora, i giocatori Carli, Castaldi e Folegatti allenano i più piccoli, così la crescita è doppia e si gettano ulteriori basi».

«L'obiettivo è di avere in futuro una prima squadra con uno zoccolo duro comacchiese, già adesso la prima squadra ha tutti comacchiesi a parte “Ciommi” Chomakov, che ha sposato il nostro progetto. Sono tutti ragazzi che giocano per passione, gente che ha militato a Comacchio negli anni migliori. Abbiamo la presunzione di salire di categoria - conclude il massimo dirigente -, ma senza aver fretta. In Coppa ha esordito un 2000, si tratta di far crescere questi giovani e ci riusciremo, senza fare il passo più lungo dalla gamba come chi ci ha preceduto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google