«Ora l’Argentana deve ripartire subito col piede giusto»
ARGENTA. Essere il capitano significa che ti chiamino solo dopo le sconfitte, per avere parole di saggezza ed equilibrio. Jacopo Pagani - leader dell’Argentana - si… rassegna al ruolo. E poi ci...
ARGENTA. Essere il capitano significa che ti chiamino solo dopo le sconfitte, per avere parole di saggezza ed equilibrio.
Jacopo Pagani - leader dell’Argentana - si… rassegna al ruolo. E poi ci mette la giusta dose di equilibrio. Da Capitano, con la C maiuscola.
Una gran partita con il Rimini e poi perdete in casa con un Granamica non irresistibile: cosa è successo?
«È successo che abbiamo regalato un tempo. Nella prima frazione di gioco siamo andati piuttosto male. Cose che capitano. Poi, alla distanza ed in dieci contro undici, siamo usciti anche abbastanza bene, ma alla fine non siamo riusciti a raddrizzarla. Purtroppo, succede».
Dopo la grande gara col Rimini, c'è stato un calo di concentrazione?
«No, non credo sia un problema di concentrazione. Loro avevano paura di noi. Sono rimasti chiusi e abbottonati, pronti a ripartire. Se noi li avessimo attaccati da subito forse le cose andavano in un altro modo. In dieci abbiamo giocato meglio, e loro non hanno fatto altro che aspettarci. Per poco li prendevamo. Siamo andati in svantaggio su di un'azione nata da un lancio di ottanta metri. Quindi, rigore ed espulsione. A mente fredda, a partita finita e vedendo com'è andata, pensi che si potesse lasciare andare il giocatore ed accettare di passare in svantaggio, per recuperare in undici. Poi ti rendi conto che in partita certe cose accadono e basta. No, non è stata sottovalutazione o mancanza di concentrazione. Ci sono partite che nascono male e le cose vanno così. Bisogna ripartire convinti, col piede giusto».
Il vostro è un calcio che chiede grande impegno e molta fatica...
«Vero, noi esterni di attacco alla fine a volte finiamo per fare quasi i terzini. Ma se è un calcio dispendioso, alla lunga diventa anche efficace. Si è visto contro il Rimini. Noi andiamo in campo per vincere in ogni partita. Quando ragioni in termini di voler andare a prenderti la vittoria, metti in conto di faticare. Ma poi, quando andremo a regime, credo che non ci saranno problemi. Se hai la mentalità giusta e ti prepari bene, poi i risultati arrivano per forza».
Adesso, la Savignanese:
«Bella squadra, quadrata, con sei punti in classifica e un allenatore esperto oltre che su quella panchina da anni. Ma per noi cambia poco: dobbiamo giocare per fare risultato, con poco o nulla da perdere. Consapevoli che il lavoro paga».
Alessandro Bassi
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