Dopo il tour a Edimburgo la sciarpa del Savonarola torna in città con tante scuse
Il “trafugatore” Aaron Dennington scrive ai tifosi e manda le foto «È stata sui nostri monumenti più importanti, adesso tiferò per la Spal»
FERRARA. Il vessillo al presidente, poi ai tifosi, infine (chissà come e quando) al Savonarola. La sciarpa spallina che nel giorno della promozione in serie B avvolse il collo di fra’ Girolamo (quello marmoreo ai piedi del Castello, ovviamente) è tornata in città. A riceverla, per posta, Rebecca Bottoni, trait d’union in questa singolare vicenda fra mondo spallino (essendo responsabile del settore femminile) e Ferrara Buskers Festival (fondando il Puedes Summer Night, un tempo Buskers Garden), che ieri pomeriggio l’ha consegnata nelle mani del presidente Walter Mattioli. A latere, papà Stefano Bottoni e Roberta Galeotti, rispettivamente ideatore del festival degli artisti di strada e responsabile degli stessi quando sono in città. A sorvegliare la scena, severo e imperioso, il predicatore domenicano.
E anche questa penultima puntata della vicenda “sciarpa del Savonarola” ha regalato alcune chicche.
Anzitutto, il plico era accompagnato da tre post-it scritti di pugno dal trafugatore, il cantante Aaron Dennington del gruppo scozzese The Dark Jokes. Che scrive: «Alla buona gente di Ferrara. Io spero che la sciarpa che ho trovato sia arrivata sana e salva. Voglio assicurare che la sciarpa è sempre stata con me e in buone mani e con noi nei nostri viaggi. Ho incluso alcune foto attorno a tre famose statue a Edimburgo: Sherlock Holmes, Greyfriars Bobby ( un cane di razza terrier divenuto famoso nel diciannovesimo secolo ad Edimburgo, Scozia, per aver passato quattordici anni della sua vita davanti alla tomba del padrone, fino alla propria morte, ndr) e il più famoso di tutti Robert Burns (poeta e compositore scozzese, ndr). Mi piacerebbe infine farvi sapere che non ho avuto disprezzo per il club e per la sciarpa della statua del Savonarola e auguro alla Spal buona fortuna per il resto della stagione. Farò il tifo per voi. Con sincerità».
Beh, insomma, diciamo scuse accettate. Mostrato tutto questo alla stampa, ecco arrivare il presidente della Spal e il via alla “cerimonia” di consegna: «C’è il muschio, è bella sporca: è lei!», certifica Mattioli. E aggiunge: «La rimetterà su qualche ragazzo, il presidente non è più agile... Penso che faccia piacere a tanti tifosi». «Hanno dato lustro alla Spal anche oltre Manica», interviene la Bottoni. E papà Stefano aggiunge: «Sottrarla non è stato un gesto cattivo».
A margine, la Galeotti svela: «Appena ho saputo del misfatto, ho mandato un sms ad Aaron Dennington, ma ormai era sull’aereo. Ogni anno succede che al Buskers Festival c’è qualche artista un po’ particolare, è bravo, ma gli piace fare le bravate... Questa l’ha pagata con una serie di improperi sulla pagina Facebook della band».
Il “caso”, in ogni modo, è chiuso, manca solo l’atto finale, il ritorno della sciarpa sulla statua del Savonarola (e, c’è da scommetterci, nei prossimi giorni, magari nottetempo, qualcuno provvederà). Tutto questo a qualcuno è parso un eccesso, ma non è così: «Potrebbero girare tutti con la sciarpa al collo - si fa serio il presidente Mattioli - perché è un simbolo: guai a chi la tocca!».
L’onda lunga del ritorno della Spal in serie B, dopo interminabili 23 anni fra inferno e purgatorio, si sente ancora e poi, si sa, la Spal è patrimonio di Ferrara, ben oltre il perimetro delle Mura estensi. Però, viene da chiedersi: chissà cosa avrebbe potuto dire, al riguardo, il predicatore Girolamo Savonarola...
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