Il ritorno di Marongiu Gol e talento per la Copparese
Promozione. Il numero 10 brilla come ai bei tempi «Merito dell’ambiente. Tornare tra i prof? Con un miracolo»
COPPARO. Alessandro Marongiu è tornato. Quattro gol tra Coppa e campionato: dopo un periodo in chiaroscuro nella sua vita calcistica, ha ritrovato il passo del protagonista. La Copparese lo ringrazia e sogna in grande.
«Ho trovato un bell'ambiente - dice l'ex spallino -, ci sono tanti buoni giocatori, la società mi ha fatto un'ottima impressione e c'è tutto per fare bene».
La Promozione di certo non è la categoria adatta per uno che ha fatto solo serie C e serie D. Ha numeri da vero bomber e ha solo 25 anni, non vederlo tra i professionisti è solo uno dei tanti misteri calcistici. Chiaro è che a Copparo sia come una perla raccolta nell'oceano.
«È merito anche dei compagni se riesco a trovare la via del gol. Ne cito qualcuno, Franceschini, Donati e Beccati che è appena arrivato, ma ce ne sono tanti altri tutti di ottimo livello. Poi, quattro gol, a dire il vero, non sono poi così tanti. Avrei voluto farne molti di più e lavoro per rimpinguare il bottino».
A proposito, la società continua a lavorare per rendere la squadra sempre più competitiva e far sentire Marongiu sempre più a suo agio:
«Davvero un gran bell'ambiente. L'arrivo di Beccati è importante sia in campo che nello spogliatoio per far crescere i giovani. Mi trovo a mio agio e sono sicuro che daremo tanto a questa squadra».
E pensare che oggi avrebbe potuto calcare grandi palcoscenici, essere in stadi che si sognano da piccoli e vestire maglie prestigiose del grande calcio. Già perché “Ale” Marongiu era un Promessa (sì, con la P maiuscola) del nostro calcio che non è riuscita a mantenersi come tutti, tifosi spallini in primis, avrebbero sperato.
«I rimpianti non servono a nulla, la mia carriera è andata così che adesso mi ritrovo in Promozione, ma non per questo mi sento meno innamorato del calcio. Ho voglia di giocare e fare bene, come sempre. Poi ci vuole anche un po' di fortuna e forse ne ho avuta meno. Però preferisco andare avanti con più convinzione di prima».
In casi rari, quasi eccezionali, alcuni dilettanti riescono ad emergere ed a farsi largo anche non più giovanissimi:
«Tornare nei professionisti sarebbe come vincere al Superenalotto, io non mi illudo. Ma quel sogno, lì in fondo ai miei pensieri, rimane vivo, c'è nulla da fare. Lo provo a scacciare, ma prima o poi ritorna. Con un miracolo, forse, potrei di nuovo tornare alla ribalta ma, ripeto, deve essere un miracolo».
L'obiettivo adesso è riportare in auge la Copparese:
«Vogliamo fare bene e abbiamo i mezzi per farlo. Non ci siamo posti obiettivi, ma sono sicuro che qualche soddisfazione ce la toglieremo».
A proposito, mister Luca Marzola ha la stessa età di Alessandro Marongiu, la cosa deve fare un certo effetto...
«Un po', all'inizio avere un allenatore così giovane faceva impressione. In più, ho pure giocato con Marzola a Portomaggiore e adesso me lo ritrovo come mister. Ma è stato una gran bella sorpresa, ha la maturità giusta per questo ruolo che gli calza a pennello. Si è posto nel modo giusto coi giocatori e la scarsa differenza di età non si sente quando ci spiega le cose».
Corrado Magnoni
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