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Mazza pieno e tifo stellare non bastano

Mazza pieno e tifo stellare non bastano

La Curva Ovest spinge i biancazzurri e continua a cantare anche dopo il match, ma a gioire sono i mille supporter ospiti

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FERRARA. Solo una scaramuccia in viale Cavour, all’angolo con corso Isonzo e via Cittadella, prima del match fra Spal e Verona. Il contatto fra tifoserie avverse si è limitato a questo: ferraresi al bar, veronesi di passaggio, e bottiglie di birra che volano. Vetri sull’asfalto, ma nulla di che: la questura decide di allargare subito il cordone attorno allo stadio, anche perché i tifosi veronesi in auto non rispettano le indicazioni per raggiungere il “Mazza”, così la celere si posiziona all’angolo con via Ortigara e corso Isonzo.

Un aggiustamento del presidio che da diverse ore prima del calcio d’avvio è in atto: la città è blindata, il dispiegamento di forze dell’ordine imponente. È ritenuto un match a rischio, quello fra biancazzurri e scaligeri, seguiti da oltre mille supporter: si respira il profumo della serie A, anche e soprattutto grazie alla presenza di due tifoserie super. È leggermente più complicato del solito arrivare allo stadio, ma le due tifoserie devono essere tenute a distanza di sicurezza.

A vincere è stato il grande tifo degli 8500 spettatori presenti. Già oltre un’ora prima del fischio d’inizio la Ovest è bella piena. Cominciano i cori contro i “colleghi” scaligeri, che piano piano raggiungono il loro settore, calorosi e colorati di gialloblù. Dall’altra parte il ruggito della Ovest è costante, nonostante l’avvio della partita non sia dei migliori. Gol a freddo, dopo 6’ il Verona passa. Difesa della Spal ampiamente da rivedere, Pazzini serve Valoti che in diagonale batte Meret, facendo gioire il popolo veronese, che abbozza una sciarpata celebrativa della rete del vantaggio gialloblù. La Ovest canta comunque, battendo le mani. I tifosi del Verona non sono da meno. Anzi. Cantano contro gli spallini. Il primo tempo è tutto di marca gialloblù. La Spal combina poco e dalla tribuna si alzano i primi mugugni. Non dalla curva, che non smette un attimo d’incitare capitan Giani e compagni. Encomiabile. “Dai Ferrara lotta e vinci insieme a noi” è l’ urlo della Ovest. Il cucchiaio del “Pazzo”, però, è indigesto: al 34’ batte il giovane estremo difensore biancazzurro Meret con un pallonetto che spegnerebbe le velleità di chiunque. Antenucci e Cerri non la vedono mai, anche se è in generale l’intera Spal a fare fatica come non mai. In tribuna, è attualmente un dirigente dell’Hellas, c’è un certo Luca Toni, che alla Spal “ammirata” ieri sera avrebbe decisamente fatto comodo.

Durante l’intervallo mister Semplici decide di togliere dalla contesa Pontisso per Castagnetti, ma cambia poco. Non cambia mai l’incitamento della curva spallina, che poco dopo il 10’ della ripresa presenta una sciarpata da brividi. “E’ ora di vincere” si alza forte l’urlo della Ovest. Al 14’, al primo tiro in porta dei biancazzurri, Mora indovina l’angolino giusto e trova il gol che riaccende gli animi, quello che accorcia le distanze e porta il match sull’1-2. Adesso ci crede, il “Mazza”, che continua a incitare i suoi beniamini senza fermarsi un attimo. Anche la tribuna risponde convinta agli incitamenti della Ovest, che canta, sfottendo il Verona, “tornerete in serie A”. Ma dura appena 7’ la festa biancazzurra: al 21’ Valoti, ancora lui, batte da fuori Meret, che non accenna neanche alla parata. Entra Maresca per il Verona (che squadrone!). Adesso si sentono solo gli scaligeri, che prendono di mira l’incolpevole biancazzurro Schiattarella.

Il match volge stancamente al termine. Il Verona conquista con grandissimo merito i tre punti, dimostrando di essere compagine candidata alla promozione. Per la Spal arriva la seconda battuta d’arresto in campionato, dopo quella al debutto a Benevento. Nella mente di tutti resterà il bellissimo colpo d’occhio che ha offerto ieri sera il “Paolo Mazza”, pieno come non mai in questa stagione. Peccato che qualche tifoso della tribuna abbia lasciato lo stadio con qualche minuto d’anticipo sul triplice fischio. La Ovest è restata fino alla fine e oltre, continuando a cantare come dal primo minuto. “Io di te non mi stanco, sei la cosa più bella che c’è” è stato l’ultimo coro della serata.

Assai più a lungo sono dovuti rimanere i tifosi del Verona, obbligati dalle forze dell’ordine a rimanere in gradinata finché i tifosi spallini non si fossero allontanati dalla zona.

Lorenzo Montanari

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