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Pomeriggio blindato attorno allo stadio: «Lasciateci passare»

Stefano Ciervo
Pomeriggio blindato attorno allo stadio: «Lasciateci passare»

Le barriere bloccano i rientri da scuola e pure mister Semplici. Pioggia di rimozioni per i divieti. Gli spacciatori? Spariti

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FERRARA. «La prego, mi faccia passare, abbiamo qui due bambine appena prese da scuola e abitiamo lì». La giovane mamma fa segno davanti a se, oltre la rete metallica non ancora coperta dal telo verde che isolerà un pezzo di città tra corso Piave e via Poledrelli dal resto dei ferraresi. Il funzionario però non si fa commuovere, «deve fare il giro dalla strada della chiesa»: sono le 16.45 di un pomeriggio blindato in zona stadio, e le reti contenitive per i temutissi tifosi del Verona sono appena state messe giù in questo primo tratto, mentre il dispositivo doveva essere completato già tre quarti d’ora prima.

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La serie B per chi abita da quelle parti è (anche) un rosario di piccoli disagi, arrabbiature e preoccupazioni, «ma è solo in certe partite particolari, ce ne saranno tre in un anno» prova a rispondere un addetto al montare delle proteste di una signora con nipote, «qui ci ascoltano solo se ci arrabbiamo, ho appena preso la bimba dalla Govoni e non possiamo muoverci? Guardate che loro escono alle 16.30». Niente da fare nemmeno per loro. E per fortuna c’è stato il ritardo, altrimenti l’uscita dalle Poledrelli sarebbe stato un problema serio, anche perché ieri c’era pure una riunione dei genitori proprio alle 16.30.

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La barriera del Piave (inteso come corso) respinge perfino Leonardo Semplici: l’allenatore della Spal arriva in auto dall’Acquedotto verso le 16.45, inchioda di fronte al ‘reticolato’, scende e si appella agli addetti, «ma come posso fare, sto girando da un quarto d’ora...». Pure lui rinviato ad accessi lasciati liberi. L’unica eccezione è per una signora molto anziana sorretta dalla badante: le due donne costeggiano le barriere con passo incerto senza trovare un varco, poi si decidono a rivolgersi agli addetti, «lasciatela passare, è anziana» e il varco si apre.

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Prima c’era stato il festival dei carri-attrezzi. È successo che, nonostante i fogli con i divieti aggiuntivi attaccati ai cartelli stradali, la diffusione delle notizie su giornali, tv e web, un sacco di persone abbia lasciato l’auto posteggiate nel reticolato di vie attorno allo stadio. Non si poteva, fin dalle 13, e i vigili urbani presenti in maniera massiccia hanno dovuto segnalarlo alla Questura, che ad un certo punto ha fatto scattare le rimozioni. Prima è toccato a corso Vittorio Veneto (‘lungosostanti’, dicono i vigili), poi a corso Piave, via Montegrappa e tutte le altre. Il numero delle auto rimosse da due-tre carri attrezzi non è stato comunicato, a occhio qualche decina.

Ad osservare il dispiegarsi del dispositivo di sicurezza c’era don Paolo Valenti, sul sagrato della chiesa dell’Addolorata, «qualche problema quest’anno l’abbiamo, non tanto oggi quanto per le partite di sabato pomeriggio, abbiamo la messa delle 17 e gli anziani non possono venire in auto. Del resto alla Spal ci andavo anch’io da giovane».

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L’ultimo blocco è al traffico di IV novembre, che nel pomeriggio di un giorno feriale non aiuta certo la viabilità. Una giovane famiglia che abita all’incrocio con corso Piave scuote la testa, «è un bel vincolo», e l’auto viene spostata in cortile; «però è da quando sono arrivati tutti questi carabinieri che gli spacciatori non si vedono, stavano sempre lì su quel muretto». La Gad ha alleati biancazzurri.

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