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Cartellino giallo(blu) per una Spal troppo tenera Atteggiamento sbagliato

di Paolo Negri
Cartellino giallo(blu) per una Spal troppo tenera Atteggiamento sbagliato

Serie B. Perdere con il Verona ci sta, è il modo che ha colpito in negativo Squadra sovrastata, remissiva e prevedibile, punte mai servite e sostenute

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FERRARA. Calma. È quella che serve. Non ci si può stracciare le vesti e/o gridare allo scandalo perchè la Spal ha perso contro il Verona. L’Hellas è più forte dei biancazzurri, troppo più forte, e la sconfitta rimediata martedì sera al “Mazza” dalla squadra di Semplici rientra per certi versi nell’ordine delle cose. E di ko, da qui alla fine del campionato, ne arriveranno anche altri, è ovvio. No, il problema non è quello. Ad aver colpito negativamente è il modo in cui la Spal ha perso: senza giocare, con un disagio tattico notevole e continuo, senza creare un’azione per tutto il primo tempo. E, soprattutto, senza compensare con l’agonismo, la corsa, il furore, la propria evidente inferiorità tecnico-tattica. La peggior Spal della stagione è parsa - almeno nella circostanza - troppo tenera. Principalmente per il suo atteggiamento. Supino, arrendevole, col baricentro eccessivamente arretrato. Fin dall’inizio la Spal si è consegnata alla pressione del Verona e non è più stata in grado di venirne fuori.

Semplici alla vigilia aveva dichiarato che «loro sono abituati a fare la partita, dobbiamo essere bravi a farli muovere e correre a vuoto. Lavoriamo per metterli in difficoltà, se siamo bene organizzati possiamo creare problemi».

A fine partita l’allenatore spallino ha detto: «Ci siamo fatti prendere dal voler cercare di andare troppo “alti” ad aggredirli e loro con il palleggio sapevamo che ci avrebbero potuto mettere in difficoltà. Li volevamo aspettare alla metà campo, invece con la bramosia di voler provare a fare la gara alla prima azione ci hanno fatto gol».

I propositi iniziali sono stati disattesi, la Spal non ha fatto muovere, e tantomeno correre a vuoto, il Verona. Quanto all’analisi post-gara del tecnico, crediamo che le cose siano andate nel modo opposto a quello da lui descritto: la Spal non è stata infilata perchè era avanzata ad aggredire e - invece sì - è stata pressata dall’Hellas. Mister Pecchia ha schierato Romulo non mezz’ala ma ala destra, perchè con la sua corsa, la sua forza, la sua esperienza, la sua capacità “a tuttafascia” bloccasse Mora. E dall’altra parte Souprayen ha inibito Lazzari. La mezz’ala destra l’ha fatta Valoti, che “tagliava” per accentrarsi, andare a sostegno di Pazzini, inserirsi. Morale: Valoti ha segnato due gol e servito un assist, dopo pressione vincente su Pontisso (messo in difficoltà dall’errato appoggio di Giani, che a sua volta non doveva essere servito da Meret). La Spal non ha mai trovato le contromisure, la difesa centrale biancazzurra è stata “spostata” di continuo, i laterali non hanno spinto, il centrocampo soverchiato. Gli attaccanti Antenucci e Cerri non hanno certo brillato di loro, ma la squadra non li ha mai sostenuti, mai alimentati, mai un compagno che andasse in appoggio. Davanti non è arrivato un pallone giocabile, o quasi. Sì, di fronte c’era il Verona, però un pochino di più si sarebbe potuto fare. Altri dati che fanno riflettere: le due punte titolari in 5 giornate non hanno segnato un gol (e si badi che Antenucci per la categoria è un fuoriclasse) e la squadra in 2 partite interne di fila ne ha subìti 5: segnali che riguardano il collettivo e pure alcune situazioni individuali. Ma, soprattutto, ha colpito - come dicevamo - quell’assenza di maggior tasso agonistico che dovrebbe caratterizzare le squadre inferiori e che contro le big cercano di compensare mettendola sulla corsa, sulla determinazione.

Tempo e modo per migliorare c’è, e non si troverà sempre un Verona. Per la salvezza (non dimentichiamo mai che l’obiettivo è quello) i valori ci sono. Con calma e serenità si può rimediare alle indicazioni negative di martedì. Per ora il cartellino è giallo(blu).

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