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Disagi e qualche lamentela ma sicurezza garantita

di Sergio Armanino
Disagi e qualche lamentela ma sicurezza garantita

Il servizio attorno allo stadio, imponente e capillare, ha scongiurato incidenti Prima e dopo Spal-Verona solo una scaramuccia fra tifoserie avverse

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FERRARA. Ottomilacinquecento spettatori in uno stadio collocato in una zona centrale della città; tifoserie storicamente “nemiche”, per quanto di confronti non ce ne fossero da tanto tempo. Partita in orario serale e, quindi, strade buie (per quanto illuminate). Tifoseria ospite che arriva anche con un paio di centinaia di auto. E l’unico “fattaccio” registrato è un lancio di bottigliette di birra a un incrocio, quello fra viale Cavour e corso Isonzo, fra due gruppetti di tifosi di fede avversa un po’ alticci, senza danni a persone o cose. Viste le premesse e visto il bilancio finale, il dato essenziale, dal punto di vista dell’ordine pubblico, è chiaro e univoco: tutto è filato liscio.

Spal-Verona dell’altra sera è stato anche questo: un imponente, eppure duttile, servizio di sicurezza, coordinato dalla questura e che ha visto in campo polizia, carabinieri e polizia municipale. Ovviamente c’è stato un prezzo da pagare: la città, o almeno parte di essa, è stata blindata sin da pomeriggio, con un cordone di sicurezza intorno al “Paolo Mazza” senza precedenti. E a pagare il disagio, principalmente, sono stati i residenti della zona, ben più che in altre occasioni: il fatto che si giocasse in giorno feriale, infatti, ha fatto sì che le esigenze di controllo dell’area andassero a interferire, o a cozzare, con la quotidianità dei residenti in zona, ovvero di chi ci lavora o, ancora, chi ha figli che frequentano scuole e asili nei dintorni dello stadio.

Il dibattito sui social network è stato ampio al riguardo, non sono mancate le mail arrivate sui nostri account per segnalare contraddizioni e disguidi, per non parlare di chi ha rilanciato ragionamenti sul mondo del calcio e delle tifoserie, purtroppo sempre attuali, circa lo sfruttamento dell’occasione-partita per regolare vecchie ruggini prive di senso e sfogare la propria aggressività.

Rimangono i fatti: nessun incidente l’altra sera, servizio d’ordine capace di adeguarsi in tempo reale alle esigenze del momento (vedi lo spostamento di due presidi in viale Cavour) e anche il deflusso delle tifoserie, dallo stadio e, per quella veronese, dalla città, seguiti passo passo e senza contatti pericolosi. Se, com’era considerata, Spal-Verona era una partita ad alto rischio, averlo azzerato è un risultato più che apprezzabile. E il “filtro” è stato talmente efficace che pure mister Semplici e Luca Toni hanno rischiato di rimanere fuori dal “Paolo Mazza”.

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