Di corsa nella storia fra Medioevo e Rinascimento
FERERARA. Correre la Diecimiglia significa anche scoprire o rivedere i luoghi più significativi della storia estense. Si parte a lato del Castello, monumento di straordinaria forza, che rappresenta...
FERERARA. Correre la Diecimiglia significa anche scoprire o rivedere i luoghi più significativi della storia estense.
Si parte a lato del Castello, monumento di straordinaria forza, che rappresenta la nostra città, costruito nel 1385, in seguito difeso dalle Antiche Mura, una cortina difensiva inespugnabile, un esempio fra i più alti di arte militare per quei tempi. Oggi le antiche mura cingono la città quasi interamente (circa 9 km), identificandosi come uno dei circuiti più complessi e vari ancora esistenti nel nostro Paese.
Si prosegue per viale Cavour, passando per corso Porta Po; da lì cominciano le Antiche Mura (1492). La gara continua percorrendo i Rampari di Belfiore: da qui è possibile ammirare il Torriore di Barco (costruzione militare di grande interesse) e Porta degli Angeli (qui comincia corso Ercole I d’Este che conduce al Castello Estense, visibile in lontananza).
Andando avanti ben presto la “Punta della Montagnola” (dosso artificiale) sarà raggiunta e aggirata. Prosegue a sud entrando nella cortina difensiva utilizzando una scarpata leggermente pendente verso l’interno in direzione corso Porta Mare. Poi si salgono i Rampari di San Rocco.
Alla “punta della Giovecca”, volgendo lo sguardo verso l’interno della città, si possono ammirare il piazzale Medaglie d’Oro e la prospettiva della Giovecca (1703).
Proseguendo per il Baluardo della Montagna (1512) la “punta” sarà affiancata a sud-ovest, proseguendo poi a destra e raggiungendo la cinquecentesca Palazzina dei Bagni Ducali, via Alfonso I d’Este e via Marco Polo.
Immediatamente a sinistra sotto una “garitta di guardia” del ’600, comincia il sottomura. Da qui si andrà a costeggiare i Baluardi di San Giorgio della Montagna, di San Tommaso e a due passi l’omonimo doccile “canale in mattoni” (scolavano le acqua delle fogne cittadine fuori le mura) sarà attraversato poco prima della Punta della Giovecca.
Il doccile di San Rocco sarà attraversato a lato del Baluardo omonimo (1523), fu demolito nel 1870 (ora una serie di siepi ne ridisegnano il vecchio contorno).
Arrivati in piazzale San Giovanni a lato del Torrione difensivo rotondo (1423) si prosegue trovando quanto è rimasto di alcuni torrioni abbattuti nel ’700. In questo tratto approdavano le imbarcazioni Ducali e nel ’500 si svolgevano alcuni tornei sull’acqua. Il fossato, largo oltre 30 metri e che avvolgeva la cinta muraria, fu prosciugato nella seconda metà dell’Ottocento.
Davanti alla Porta degli Angeli si passa sotto il ponte di collegamento con il Baluardo terrapieno a forma di freccia (rivellino) demolito nel 1859 e ricostruito sulle originali fondamenta nel 1991.
All’incrocio con via Azzo Novello si piega a sinistra tornando di nuovo verso la Casa degli Angeli (o del Boia), al Terrapieno della Montagnola si scende per poi risalire la cortina difensiva prima del Torrione di San Giovanni. A questo punto si procede in direzione sud. Nella parte interna si domina una vasta zona di verde occupata dalla monumentale Certosa, dal cimitero ebraico e dalla suggestiva “Terraviva” (quattro ettari di campagna in città). L’orto verrà attraversato costeggiando la cinta muraria del cimitero ebraico in via delle Vigne in piena città rinascimentale.
All’incrocio di corso Porta Mare si svolta a destra dopo pochi metri per affiancare piazza Ariostea, particolarissima piazza ovale dominata dalla statua di Lodovico Ariosto, sopra un’alta colonna (fu progettata 500 anni fa come centro commerciale della nuova città), entrare nel parco Massari, delizioso giardino all’inglese di 4 ettari, per poi uscirne e imboccare corso Ercole I d’Este, quindi largo Castello e piazza Castello, dov’è collocato l’arrivo.
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