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«Fra Perugia e Spal la posta è già alta»

«Fra Perugia e Spal la posta è già alta»

Mister Atzori e le spine della gara di lunedì

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FERRARA. Gianluca Atzori, già allenatore tra le altre di Catania, Reggina e Sampdoria, in questa fase in attesa di sistemazione, ha vissuto a Perugia alcune delle più belle stagioni della sua carriera da calciatore centrando due promozioni dalla serie C1 alla A. Con lui, che conosce bene l'ambiente umbro e la Spal, punto della situazione alla vigilia della sfida di lunedì.

Che partita sarà Perugia-Spal?

«Perugia è una piazza bellissima in cui ho vissuto un periodo straordinario di 4 anni con un presidente vulcanico e vincente come Gaucci. Penso che sia una realtà in cui per rimanere servono degli “attributi” speciali perché c'è tanta passione. Il Perugia è una buonissima squadra che al momento, dal punto di vista dei risultati, è sotto le attese. Io seguo tantissime partite di B e penso che il Perugia giochi probabilmente il miglior calcio, o uno dei migliori: arrivano con facilità nell'area avversaria ma non sono un'eccellenza in fase di conclusione. Ci sarà poi un ambiente molto caldo: la classifica piange, là molti si ricordano ancora la serie A e non ci si accontenta di certo. Saranno determinanti i primi 25-30 minuti, se la Spal va in vantaggio allora il pubblico di casa può iniziare a contestare apertamente mentre, se si va sotto, sarà molto difficile».

Dal punto di vista dell'organico come le sembra la formazione umbra?

«A inizio stagione io li avevo indicati tra le possibili sorprese. Per me hanno una rosa da playoff. Penso che siano tra le squadre nella seconda fascia dopo le primissime favorite, che ritengo siano Verona e Bari. Detto questo, anche se è molto presto, credo che per loro possa già essere la partita della vita: hanno un solo risultato, ritengono la Spal una bella squadra ma alla portata. Nessuna delle due può permettersi di perdere, siamo già ad un primo snodo importante del campionato nel quale occorrerà mettere personalità».

La Spal la sta seguendo?

«Certamente. Ho visto tutte le partite ad eccezione di quella di Ascoli. A fine mercato ho detto: “Caspita che bella squadra che ha fatto il direttore sportivo Davide Vagnati” e resto convinto possa fare bene. Antenucci è un attaccante fortissimo che io ho avuto a Catania e Spezia ed è un lusso per la serie B, il centrocampo è formato dai giocatori giusti. La Spal è un'ottima squadra che ci può stare tranquillamente in serie B se si limitano certi errori. A Benevento la squadra ha fatto bene e ci sta di perdere contro un'ottima rivale; in casa col Vicenza bene, anche se la gara è stata favorita dall'espulsione iniziale. Quella contro l'Entella per me era una gara da vincere e forse è un'occasione persa, mentre col Verona se concedi due gol così contro quella che è la squadra da battere abbiamo già detto tutto e non si rimonta più».

Ecco, parliamo di questi errori che sono costati punti importanti...

«Voglio fare un discorso generale e non legato solo alla Spal. Quello che dal mio punto di vista ha caratterizzato questo inizio di campionato sono stati, non gli errori, ma gli “orrori” difensivi. Seguendo le gare mi sono chiesto “ma è questo il livello a cui è scesa la B?” Si vedono davvero cose che non devono esistere. Tornando alla Spal: è evidente che 8 gol presi in 5 partite sono troppi e c'è da analizzare e lavorare su questo dato».

In quali altri aspetti la Spal deve migliorare a suo avviso?

«Penso sicuramente dal punto di vista mentale, poi anche nel rendimento di alcuni giocatori. Come dicevo, Antenucci ci ha abituato negli anni ad un altro tipo di prestazioni e può fare molto meglio. Così anche Cerri. Ovviamente agli attaccanti manca il gol che dà un'iniezione di fiducia».

Si aspettava di vedere il Cittadella in vetta? E chi l'ha delusa di più fino a questo momento?

«I veneti hanno sorpreso tutti ma sono un'ottima società con un mister bravo e proseguono sulle ali dell'entusiasmo dello scorso torneo. Non pensavo che l'Avellino fosse così in difficoltà: per me ha potenzialità per fare meglio ma questa è la B, un torneo difficile per tutti».

Andrea Tebaldi

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