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Il “derbino” alla Baltur che può sperimentare

Il “derbino” alla Baltur che può sperimentare

Trofeo Mazzoni. Per i biancorossi un buon allenamento con la Bondi dei giovani La finale premia la Orsi, anche se Greene non entra e Cosey ne fa solo 5

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CENTO. Il “derbino” di consolazione del Mazzoni, come da pronostico, se lo aggiudica la Baltur, al cospetto di una Bondi ancora più giovane della semifinale contro Ravenna. Contro i biancorossi, vittoriosi 105-70, anche Moreno non si presenta, ma vengono inseriti l’esterno Verrigni (fra i migliori dei suoi) e il lungo montenegrino Kekovic.

Durante i primi 10’ i biancorossi spingono poco sull’acceleratore, così il match resta vero, anche e soprattutto grazie ai piccoli Mastrangelo, Chemello e Grazzi e al lungo Caridi: al 3’ è 7-9 Bondi. Benfatto gioca 4’, dopo di che resta a guardare i compagni che, grazie soprattutto a Sebastiano Bianchi, allungano fino al 22-11 datato 7’. Coach Bonacina fa ruotare tutti gli effettivi a disposizione, avendo buone risposte in generale. Al 10’ è 26-19, al 15’ 39-31. La Bondi c’è, nonostante tutto. Chemello, Verrigni e Caridi ci stanno alla grande. Dall’altra parte del campo, Bianchi è uno show, ben coadiuvato da Chiera e Pignatti. All’intervallo lungo la Baltur è avanti 56-41. Il match del Pala Ahrcos è sostanzialmente chiuso, anche perché durante i secondi 20’ il vantaggio biancorosso aumenta in maniera esponenziale. Brighi dà a coach Giordani importanti risposte, anche D’Alessandro c’è. Al 30’ è 88-52. Gli ultimi 10’ servono a entrambe le compagini per sperimentare, alla Baltur soprattutto. In assenza di capitan Caroldi, Lanfranco Giordani aspettava buone risposte da Chiera e Brighi: certamente le ha avute. Adesso potrà pure recuperare Caroldi e guardare con grande ottimismo al debutto di domenica pomeriggio in campionato. Passando alla Bondi, coach Tony Trullo ha ormai recuperato tutti gli acciaccati e punta ad avere da domani la squadra al completo o quasi. A Forlì, domenica prossima, non è detto che anche Matias Ibarra possa vedersi almeno a referto e, perché no?, in campo per qualche minuto.

Lorenzo Montanari

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