Capitana, Americana, Siciliana Tre “torri” per far svettare la Bondi
FERRARA. Le torri della fortezza Bondi sono tre. Una volta saliti lassù, il panorama racconta il pronostico e la speranza di una stagione a venire ricca di soddisfazioni, per nulla annebbiata da un...
FERRARA. Le torri della fortezza Bondi sono tre. Una volta saliti lassù, il panorama racconta il pronostico e la speranza di una stagione a venire ricca di soddisfazioni, per nulla annebbiata da un precampionato pieno di acciacchi.
«Cose che possono succedere, nulla di grave. Certo, sarebbe stato meglio allenarsi al completo, ma sono sicuro che questo fatto non avrà alcun tipo di ricaduta negativa. Ora dobbiamo pensare a lavorare al meglio per l’esordio di domenica a Forlì», dice la Torre Capitana, al secolo Mattia Soloperto. Per lui, ferrarese doc e unica conferma assieme all'argentino Ibarra, è «un grande onore» guidare la truppa di coach Trullo: «So che essere capitano comporta dei doveri: nei momenti difficili, perché ce ne saranno, dovrò dare l’esempio. La passata stagione era partita con meno entusiasmo; quest’anno la squadra mi piace tantissimo, è costruita bene, nell’ambiente dovremo rimanere sempre positivi e non buttare negatività. Dico ai tifosi - è l’appello di Soloperto - di starci vicini fin dall’inizio e di abbonarsi, perché sarà un campionato bellissimo, con tante realtà che valgono la serie A».
La Torre Americana, alias Laurence Bowers, si è già fatto un’idea dei compagni di reparto, sia dal punto di vista tecnico («abbiamo caratteristiche complementari, assieme possiamo fare la differenza»), sia da quello umano, dato che «Ciccio è serio, mentre Mattia scherza di più», sorride il nuovo Usa biancazzurro. Per niente preoccupato dal cambio di scenario, lui che scende dalla serie A di Capo d’Orlando al gradino di sotto: «Per me, onestamente, non ci sarà grande differenza - sostiene Bowers - sia in termini di responsabilità che di palloni giocati. Sono qui a Ferrara per dare un contributo a tutto tondo: punti, rimbalzi, anche assist. E poi voi giornalisti, come del resto qualsiasi persona, potete chiedermi quello che volete: io risponderò sempre la stessa cosa e cioè che il mio obiettivo è vincere il più possibile per andare ai playoff».
Francesco Pellegrino, il Ciccio di cui sopra, è la Torre Siciliana. Sa quanto il suo contributo possa rivelarsi importante nell’economia dell’annata e avrà certamente letto che al suo cognome è abbinato spesso il termine di “scommessa”: «Ah, io su di lui scommetto eccome», interviene Soloperto. L’ex pivot di Barcellona Pozzo di Gotto è imperturbabile, veramente “serio”, per dirla alla Bowers: «Personalmente è una grande opportunità che devo saper cogliere - riconosce Pellegrino -. Di sicuro non posso vantare dieci anni da titolare a questo livello alle spalle. Il mio è un nome che devo far crescere, giocando al meglio e impegnandomi al massimo, cosa che dobbiamo fare tutti, pensando prima di tutto al collettivo e alla squadra. Direi proprio che le premesse sono buone. Il precampionato è stato intenso, un po’ sfortunato, ma già pensiamo a domenica».
Intanto oggi si torna sul parquet: in vista del debutto tra cinque giorni, allenamento a ranghi completi, se si fa eccezione per Ibarra: «Lo staff sanitario, che ringrazio, sta facendo un gran lavoro - spiega il direttore generale Vittorio Veronesi - con l’obiettivo di centrare il miracolo, ossia portarlo quantomeno in panchina a disposizione del coach».
Chi parla già dell'esordio in terra romagnola è Soloperto: «Per me - racconta il capitano - sarà una partita particolare, visto che a Forlì ci ho giocato, ma non mi farò prendere dalle emozioni. Dovremo provare a imporre il nostro gioco senza troppi timori, anche loro come noi sono una squadra molto rinnovata».
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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