«In Eccellenza gli errori si pagano cari»
Il centrocampista commenta la sconfitta del “suo” Sant’Agostino
SANT’AGOSTINO. Il Sant’Agostino senza Davide Giuriola soffre. Parlano i fatti, non le opinioni. Mercoledì sera, nel turno infrasettimanale, vittoria dei “ramarri” con doppietta di Giuriola; domenica, con il centrocampista in tribuna, sconfitta maturata fuori casa con il Real San Lazzaro.
«Non credo di essere l’ago della bilancia di questa squadra - dice Giuriola -, credo invece che dipenda da altri fattori. Il calo di concentrazione della squadra, nel secondo tempo, è stato evidente. In Eccellenza sono errori che si pagano cari, anche quando l’avversario non è in alcun modo più forte».
Il problema è che in Coppa Giuriola si è fatto male e non si è ancora ripreso: «Ho preso una botta alla caviglia, una distorsione che ha interessato anche i legamenti del ginocchio. All’inizio, assieme allo staff medico, pensavamo che fosse una cosa passeggera, poi si è rivelato un infortunio più difficile da gestire del previsto. Mi spiace non essere a disposizione del mister e della squadra, ma spero si possa risolvere tutto a breve. Sto facendo riabilitazione e nel giro di poco tempo tornerò a disposizione. Non me la sento di forzare, per evitare ricadute con il rischio di stare fuori troppo a lungo».
Giuriola, 30 anni quest’anno, è quello che si può considerare un “top player” tra i dilettanti. Centrocampista avanzato molto prolifico, uno da una ventina di gol a stagione, come minimo: «Gli anni passano anche per me, ma mi sento ancora bene e ho voglia di giocare. Dopo una lunga trattativa, in estate, ho accettato di buon grado l’offerta del Sant’Agostino, anche perché mi sono piaciuti questa società e il suo progetto. Faremo delle belle cose assieme, ne sono convinto».
Otto anni fa l’ultimo campionato nel Ferrarese con la maglia della Copparese, poi un lungo girovagare tra Rovigo, Romagna e Modena: «È un po’ come essere tornati a casa, ma molte cose nel frattempo sono cambiate. La più evidente? Il calo di qualità a livello di tecnica dei giocatori. Forse, le scuole calcio non insegnano più come un tempo e in campo si vede la differenza».
Corrado Magnoni
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