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Spal, gol e rigore negati Nel finale passa il Perugia

dall’inviato Paolo Negri
Spal, gol e rigore negati Nel finale passa il Perugia

Episodi contestati nel primo tempo. Poi il Grifone colpisce all’improvviso

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PERUGIA. La Spal perde a Perugia ed esce dal campo grigia come la sua inedita maglia. C’era margine per vincere, al cospetto di un Grifone assai spiumato e con artigli limati. Con più coraggio, si poteva. Ma, nell’ottica di rassicurarsi dopo il ko interno col Verona, dopo 2 punti nelle ultime 3 gare, dopo 5 gol subìti nei due consecutivi incontri interni, anche lo 0-0 sarebbe stato ben accetto e sarebbe servito all’uopo. Come non detto. Un vacillo nel finale costa una sconfitta amarissima, che fa scivolare la Spal, che rende critica la fase (2 punti in 4 match). E che apre pure un dibattito, visto il rigore negato alla Spal nel primo tempo.

I due allenatori stravolgono tutto. Mister Semplici rivoluziona la Spal: cinque cambiamenti rispetto alla gara con il Verona. Se Meret e Pontisso sono out per infortunio, Giani, Mora e Cerri vanno in panca per scelta tecnica. Debutto assoluto di Vicari al centro della difesa, esordio dall’inizio di Del Grosso a sinistra, rientrano Branduani in porta e Castagnetti in regia, Finotto gioca per la prima volta dal principio. Dal canto suo, Bucchi abiura il 4-3-3 e passa a un 5-3-2 speculare a quello della Spal, con Di Chiara in fascia sinistra per bloccare Lazzari, o per attaccarlo. Fate voi.

Squadre abbastanza impaurite, nessuna delle due si scioglie. Al 19’ la Spal rischia di subire un contropiede da punizione a favore: non una novità, purtroppo. Gasparetto ci mette una pezza. Per dirla tutta, comunque, la Spal controlla senza eccessivi problemi e cerca anche di giocare, muovendo palla rasoterra, però davanti non trova sbocchi e fatica a tenere la sfera, che torna puntualmente indietro. Il Perugia colleziona qualche angolo, ma è assai poco brillante, stenta, e all’alba della mezz’ora si odono i primi fischi. Spal in crescita. Al 38’ Finotto segna, però viene segnalato in fuorigioco: se lo è, dalla tribuna pare un off side millimetrico. Al 44’ lo stesso Finotto viene spinto e affondato in area da Belmonte: rigore netto, non concesso. Arriva Antenucci e calcia a lato di poco. La Spal ha di che recriminare. Decisamente meglio i biancazzurri, tra l’altro clamorosamente penalizzati nei due episodi (o... nell’uno e mezzo) potenzialmente decisivi. Se Antenucci si sbloccasse... Si vede che il gol gli manca, è teso, fatica a tener palla.

A inizio ripresa Bucchi torna alle origini: 4-3-3, subito dentro Nicastro e Buonaiuto (per Di Carmine e Belmonte) a comporre il tridente con Bianchi. Lo scenario in realtà non muta, umbri lenti e senza idee. La Spal cura il possesso, l’espulsione di mister Semplici (reiterate proteste) non pare minarla. Ululati di disapprovazione si abbattono sui Grifoni. La Spal mette Zigoni per Finotto. I biancazzurri concedono un mischione per fortuna senza conseguenze. Forze fresche a centrocampo, Mora in luogo di Schiattarella. Al 37’, da punizione laterale di Del Grosso, Gasparetto arriva all’impatto sul secondo palo ma mette fuori. Sul ribaltamento, il del tutto inatteso gol del Perugia, a rianimare una squadra spenta: cross di Del Prete da destra, Nicastro stacca ad anticipare Vicari e di testa mette in rete centralmente, sotto la traversa. L’ingresso di Cerri per Gasparetto è la mossa della disperazione. E non dà frutti. La Spal può mangiarsi tutto il mangiabile.

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