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Spal fra torti subiti e colpe. Così mancano dei punti

Spal fra torti subiti e colpe. Così mancano dei punti

Due gol annullati e un rigore non concesso. Ma anche scivoloni nel finale

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Questione di millimetri. Quei pochi millimetri che stanno facendo tutta la differenza del mondo e mancare diversi punti nella classifica della Spal. Si può dire tutto su quest’inizio di campionato di serie B della formazione biancazzurra, ma sicuramente, oltre a evidenti lacune sul campo già approfondite a più riprese, anche la sfortuna e qualche svista di troppo ci stanno di certo mettendo lo zampino. Senza voler fare troppa dietrologia, quegli “episodi strani” cui ha fatto riferimento il presidente Walter Mattioli nell’immediato dopo gara sugli spalti dello stadio “Renato Curi” di Perugia si possono sostanzialmente ricondurre a tre, con la gara di lunedì sera che ha rappresentato l’apice di questa situazione.

Ha lasciato molto amaro in bocca la direzione arbitrale del signor Pezzuto di Lecce. Già dal campo il rigore per la trattenuta su Finotto a fine primo tempo sembrava ai più solare: riguardando le immagini, non c’è alcun dubbio sul fatto che dovesse venire concessa la massima punizione. E da lì sarebbe potuta nascere un’altra gara, con la formazione di Cristian Bucchi che sarebbe potuta essere nella situazione di dovere inseguire.

Per la verità, già prima il gol la Spal l’aveva anche trovato, con un colpo di testa imperioso di Finotto su traversone di Castagnetti, ma annullato per un fuorigioco che, se c’era davvero, era per una rotula del ginocchio e non di più. Appunto, questione di millimetri.

Stessi millimetri che avevano penalizzato la Spal anche nella trasferta allo stadio “Cino e Lillo del Duca” di Ascoli Piceno. Forse non si può tecnicamente parlare di rete annullata, visto che la bandierina del guardalinee era già alta da alcuni secondi, ma Cerri aveva depositato in rete, e nei minuti di recupero del secondo tempo, una palla che avrebbe dato i tre punti alla Spal. Anche in questo caso, rivedendo le immagini la decisione presa per millimetri lascia più di un dubbio. È chiaro che un successo nelle Marche avrebbe dato molto più entusiasmo alla formazione biancazzurra, anche in vista delle successive partite interne in cui si è poi raccolto solo un punto. Fatto sta che, al netto di congetture, alla squadra di mister Semplici mancano almeno 3 punti in graduatoria, se non 5: i due di Ascoli e almeno 1 di Perugia.

Ma non è solo questione di arbitri o assistenti di linea.

La Spal deve guardare a se stessa e lavorare su tanti aspetti, a partire dalla qualità del gioco e dalla mentalità. La Spal dà sempre una sensazione di eccessiva passività in campo, quasi ad accontentarsi, come avvenuto in casa contro l'Entella, ad Ascoli e a Perugia. E rinuncia spesso a farsi propositiva o a cercare di giocare per provare a portare a casa un risultato pieno, che, anche in Umbria, sarebbe stato alla portata, vista la non eccelsa qualità dell’avversario. Altro fatto da segnalare è il problema dei finali di gara: a 10’ dal triplice fischio il raddoppio del Benevento che ha chiuso il match, ad Ascoli i biancazzurri sono stati raggiunti a 10’ dal termine, a Perugia rete decisiva presa a 7’ dalla fine. Tutto questo costa punti. La sensazione è che questa squadra potrebbe fare decisamente di più e ora sta alla Spal stessa dimostrarlo, a partire dalla gara di sabato contro la Salernitana, che apre un ciclo terribile: due trasferte di fila, a Pisa e Cesena, gara interna con il Carpi e trasferta a Frosinone.

Andrea Tebaldi

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