«La mia Bondi in un campionato mai così bello»
Basket A2. Il presidente fa le carte alla stagione Domenica scatta il suo sesto torneo da dirigente
FERRARA. «Sarà il campionato di A2 più bello di sempre». Alla vigilia della sesta stagione da presidente della Pallacanestro Ferrara, Fabio Bulgarelli carica a pallettoni il fucile che spara entusiasmo. Mancano tre giorni al debutto stagionale (la Bondi è attesa dal complicato impegno di Forlì) e il massimo dirigente biancazzurro quasi sbuffa: «Finalmente si entra nel vivo del gioco. Era ora: non ne potevo più di chiacchiere».
Anche perché, presidente, per un motivo o per l’altro in estate a Ferrara se n’è visto poco di basket.
«Decisamente troppo poco. Tra infortuni e amichevoli giocate in trasferta i nostri appassionati non hanno potuto granché ammirare il nostro gruppo. Per fortuna adesso arrivano le partite ufficiali e noi dovremmo avere svuotato l’infermeria».
La campagna abbonamenti finora ha prodotto circa 700 tessere, le vostre aspettative erano più alte. Crede abbia inciso il precampionato srotolatosi lontano dal Pala Hilton Pharma e l’ascesa della Spal?
«Credo di sì. La nostra convinzione è di avere costruito una buona squadra, competitiva. Ovvio che ancora non è stato dimostrato nulla di concreto, però sulla carta questa Bondi non è da disprezzare. L’ambiente positivo e collaborativo, gli americani di grido Roderick e Bowers; ndr), un coach perfetto per questa piazza... Senza dimenticare prezzi abbassati. Quindi, è vero: mi aspettavo di più dagli abbonamenti. Sono rimasto un po’ stranito».
Però?
«Però credo pure che se si vince, il ferrarese viene. A questo punto diventa ancora più importante partire bene, creare entusiasmo. Non nascondo che le difficoltà economiche ci sono e la Spal in B ha attirato molta attenzione. Capisco che in tante famiglie non era possibile acquistare gli abbonamenti sia per il basket che per il calcio: diciamo che questa volta alcuni tifosi sono rimasti più prudenti sulla Bondi».
Trullo negli ultimi anni con Roseto s’è ritagliato il ruolo di ammazzagrandi: un punto in più a favore per attirare pubblico.
«Credo che il fattore campo quest’anno debba essere il nostro punto di riferimento. L’anno scorso ne abbiamo perse troppe a Ferrara per poter coltivare ambizioni. Il nostro coach sa produrre un gioco avvincente, penso anche vincente. Richiamerà gente sugli spalti».
Altro fattore a favore: sulla strada della Bondi si paleseranno avversarie di blasone e altre con le quali esiste una fiera rivalità.
«Ecco, quello che mi piacerebbe di più in questa stagione sarebbe vincere al Pala Hilton Pharma le gare più importanti. Quelle più seguite. In maniera da poter dare soddisfazioni ai tifosi. Battere le grandi e rendere un fortino il nostro palasport. E per fare questo, la presenza del pubblico è imprescindibile».
Presidente, la partenza è subito da precipizio...
«Beh, il debutto è solitamente molto importante e sentito a prescindere dall’avversario. E Forlì è sicuramente molto ma molto forte. Però in palio ci sono pur sempre solo due punti e il campionato è lunghissimo. Non dobbiamo preoccuparci esageratamente. Per dire, l’anno scorso alla “prima” abbiamo espugnato Ravenna e poi...».
La sua Bondi ci arriva dopo una decina di giorni zoppicanti.
«Credo che nessuna squadra, quando si inizia a fare sul serio, sia veramente al top: le condizioni sono uguali per tutti. Ultimamente siamo stati costretti a scelte obbligate per arrivare al massimo a domenica. Dai ragazzi mi aspetto impegno totale, anche se so che il precampionato non è andato come volevamo causa gli infortuni. E poi Forlì è davvero competitiva: Blackshear e Crockett per la A2 sono stranieri super».
Che armi avrete?
«La serenità. Forlì è arrivata a 1300 abbonati, onda lunga dell’entusiasmo dettato dalla promozione. Hanno ambizioni e speso di conseguenza: potrebbero pagare il peso dell’emozione dell’esordio in casa e delle aspettative. E poi non è che la mia Bondi sia senza risorse».
Sarà il primo di una lunga serie di esami.
«Questa A2 è difficilissima, la vera espressione del basket italiano. In serie A ci sono soltanto stranieri, la categoria alla quale apparteniamo è ben più avvincente. Un torneo al quale come società siamo onorati di partecipare: Ferrara ha una grande opportunità».
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