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«Spal, Mattioli è nel giusto Del Grosso? Formidabile»

di Paolo Negri
«Spal, Mattioli è nel giusto Del Grosso? Formidabile»

L’esperto allenatore torna dove tutto cominciò: a Ferrara mi legano i ricordi Prima della partita contro la Salernitana passerella anche per Boldrini

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FERRARA. Proseguendo nel solco inaugurato col Vicenza e proseguito in occasione della gara con il Verona - quando gli ospiti sono stati rispettivamente Oscar Massei e Franco Pezzato - la Spal ha deciso di omaggiare un suo grande ex anche domani prima della partita contro la Salernitana. Anzi, questa volta si raddoppia. L’ovazione della folla e le maglie personalizzate andranno a Edy Reja e Giulio Boldrini. Nomi che rimandano alla serie A, a Paolo Mazza e - successivamente - alla Spal di Caciagli. Nomi importanti.

Reja, uno dei tanti friulani lanciati sul palcoscenico nazionale dal presidentissimo, tornerà a Ferrara senza nascondere l’emozione, qui è cresciuto e si è affermato. Allenatore di lungo corso, avversario dei biancazzurri ad esempio con Verona e Bologna e poi quando nel 2005 era alla guida del Napoli (condotto dalla C alla serie A), Reja - dopo la conclusione del rapporto con l’Atalanta - studia calcio in attesa della chiamata giusta per rientrare. Alla soglia dei 71 anni ha competenze ed esperienza che si commentano da sole, abbinate all’entusiasmo ed alla passione di un ragazzino.

«A Ferrara - diceva ieri Edy Reja - mi legano i ricordi, Mazza, la gente. L’inizio non era stato facile, poi le cose andarono al meglio proprio grazie alla spinta di Mazza, un grande presidente che prediligeva i giovani».

La presenza di Reja, domani, non è casuale. Con Walter Mattioli i contatti non datano certo oggi: «Ho conosciuto il presidente un anno, un anno e mezzo fa. È la persona giusta per guidare la Spal, per programmare, è serio e capace. Non a caso la squadra è tornata in serie B, il palcoscenico che merita anche per la passione dei tifosi».

Reja si schernisce («Non metta troppe virgolette, giusto due parole»), ma si illumina quando gli si parla di Cristiano Del Grosso, terzino sinistro approdato alla Spal dopo una lunga carriera in A e pupillo di Reja all’Atalanta: «Ne ho avuti pochi di giocatori così... È un valore aggiunto, soprattutto in quel ruolo: ormai è una delle posizioni con più carenze, è raro trovare un mancino autentico, che sa andare sul fondo e metterla. Cristiano ha grandi mezzi tecnici ed esperienza, ha piede e cross. Se sta bene è importante, è formidabile».

Parole mica banali, che potranno suonare da grande stimolo per il laterale biancazzurro, reduce dal debutto come titolare a Perugia ed ora in cerca di continuità.

Quanto alla partita della Spal contro la Salernitana, Reja ne ha parlato anche ai colleghi della Città di Salerno, ai quali non ha nascosto la gratitudine per la chiamata di Mattioli: «Ferrara per me ha significato tanto, mi è cara, ci sono rimasto cinque anni, è stato un esame di maturità, mi ha fatto diventare grande, o forse sarebbe più giusto dire adulto. Non pensavo dovessi essere chiamato, perché le generazioni del tifo di oggi non mi hanno conosciuto: e invece è stato un gran bel gesto da parte della proprietà. Sono felice di esserci e so bene che dovrò frenare l’emozione».

E sulla gara ha sottolineato:

« In una sfida del genere, tra squadre che cercano la loro identità in campionato, il rischio della tensione per il risultato è elevato. La Spal è una matricola, ma ha dimostrato di essere presente a se stessa, è stata sfortunata, anche col Perugia ha subito gol a poco più di 5’ dal termine. Le ultime due sconfitte avranno alimentato il desiderio di rivincita. In B, ma si dovrebbe dire ovunque, guai attardarsi. È un principio generale. Comunque due ko qualcosa scatenano dentro un gruppo».

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