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Reja e Boldrini le chiamano emozioni

Reja e Boldrini le chiamano emozioni

Premiati i due ex. Il trainer: «Sarebbe bello chiudere qui ma c’è un ottimo mister»

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FERRARA. In ogni partita interna la Spal quest'anno invita al “Paolo Mazza”, ex grandi giocatori del passato della squadra.

Ieri prima della sfida vinta contro la Salernitana è stato il turno di due icone come il libero Giulio Boldrini, che con 288 partite vanta il record di presenze con la maglia biancazzurra, e il mediano Edy Reja, ora allenatore che di certo non ha bisogno di nessuna presentazione. Grandi applausi per entrambi al momento di sfilare sotto tribuna e curva assieme al presidente Walter Mattioli che ha fatto da presentatore del momento.

«Sono davvero emozionato - ha detto Reja - di tornare a calcare questo campo dove sono cresciuto, dopo così tanto tempo: da quei giorni non ci ero più ritornato. Conosco la dirigenza della Spal e il presidente Walter Mattioli, persone serie che hanno portato di nuovo la società biancazzurra dove merita di stare. Magari un giorno - facendo un passo alla volta - auguro a questo club anche di arrivare in serie A».

Poi la confidenza:

«Sarebbe bello concludere la mia carriera nel mondo del calcio venendo ad allenare qui a Ferrara dove tutto è cominciato, ma non ora perchè avete un ottimo allenatore e continuate così».

A Reja poi in campo è stata consegnata la maglia numero 4 ed a Boldrini la 6.

«È stata una grande emozione - spiega Boldrini - ritornare qui dopo tutto questo tempo, rivedere questi tifosi stupendi. Sono cose che fanno molto piacere».

Reja poi non si sottrae in tribuna ad un commento sulla partita che ha visto al Mazza:

«La Spal è stata subito colpita dalla rete della Salernitana, poi però è stata brava a ribaltare la situazione andando in vantaggio. Ho rivisto in azione con piacere Del Grosso che conosco bene: ha recuperato, è sicuramente in crescita di condizione ma non è ancora lui. Non è ancora il giocatore che conosco e può fare ancora molto meglio».

Reja poi torna sulla promessa fatta in campo e ricorda i suoi tempi alla Spal:

«Non posso che avere ricordi bellissimi di Ferrara e di quegli anni in cui sono stato qui. La città è splendida, ho trovato qui mia moglie e anche mia figlia è nata a Ferrara, era anche una Spal con molti friulani, molti di quel gruppo diventarono negli anni giocatori di assoluto livello. Ho imparato che nel calcio "mai dire mai", se ci sarà occasione in futuro perchè no. Mi ero visto un paio di anni fa con il presidente quando la squadra era ancora in Seconda Divisione, da allora di strada ne è stata fatta tanta». (a.t.)

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