Sul luccicante mondo Unieuro plana la Bondi
Ore 18 PalaFiera di Forlì: scatta il campionato Romagnoli gasatissimi e record di abbonati
FERRARA. Due pianeti, oggi alle 18, entrano in collisione. E sarà eclissi di basket. Unieuro Forlì contro Bondi Ferrara: il PalaFiera di Romagna apre ufficialmente la nuova stagione di serie A2, per quanto riguarda biancorossi ed estensi. Un campionato atteso e, sulla carta, ben più motivante di una Serie A zeppa di stranieri e con scarsissima identità italica. Sul gradino inferiore, invece, è nato un laboratorio stuzzicante ed interessante, una pallacanestro dal sapore antico: otto indigeni e due statunitensi. Senza trascurare un dettaglio, che tale non è: il torneo è farcito di una nobiltà invidiabile. Squadroni dal passato accecante: Fortitudo e Virtus Bologna, Treviso e Verona. Trieste e realtà emergenti e danarose: Mantova e la Forlì che proprio oggi tiene a battesimo la nuova Bondi. Ferrara ha costruito una squadra convincente, assemblata tenendo conto delle caratteristiche di ogni singolo elemento. Il puzzle appare adatto alla filosofia di Trullo (ventre a terra e voracità verso il canestro), capace di ridare alla tifoseria lo slancio dei giorni migliori. Ma la concorrenza è spietata e l’obiettivo salvezza, al momento, sembra l’appropo più logico per godersi tutto quanto verrà di meglio. Navigare sottocosta non significa privarsi delle ambizioni, semmai vuol dire fiutare il vento in questa alba stagionale. E sarà subito, come scritto, un confronto tra mondi lontani. L’Unieuro ha chiuso ieri a quota 1948 abbonamenti staccati (Ferrara è sulle 700 unità), stabilendo il record assoluto ogni tempo della palla a spicchi forlivese. È l’onda lunga della promozione sfibrante ma meritata colta la scorsa primavera. Su quella scia, il team romagnolo ha innestato sullo zoccolo duro (Ferri, Vico e Rotondo) un paio di costosi fuoriclasse: le ali Wayne Fitzgerald Blackshear (strappato alle lusinghe della massima serie) e Jeffrey Crockett. Due ostacoli possono però, oggi, condizionare Forlì: l’assenza di un elemento tosto come Vico e l’emozione di un esordio così atteso. Lì, la Bondi dovrà colpire. Cinica e col pelo sullo stomaco: perché ha tutto da perdere l’Unieuro, mentre i biancazzurri possono cercare il colpo da novanta ma un ko non demoralizzerebbe l’ambiente.
E qui c’è un’altra diversità tra i contendenti: la Bondi ha già tatuati sulla pelle i momenti down, sa fronteggiare meglio l’alta marea. Lo scorso anno, sotto questo punto di vista, è stato un master universitario. Per questo val la pena mettere piede al PalaFiera con il gusto di battersi e giocarsela, duri ma anche sereni. In questo senso, l’abbondante buon senso di cui dispone Trullo è una garanzia. Anche gli estensi non hanno trovato petali nel precampionato: la spina Ibarra (oggi in tribuna per non rischiare ricadute), uniti agli acciacchi assortiti degli statunitensi e di Pellegrino. Mancherà anche Zani oltre a Matias, gli altri sono arruolati. E T-Rod (alias Roderick) torna a Forlì da ex e conoscendone la forte personalità è certo che vorrà brillare. Al suo fianco la sorniona esperienza di un fuoriclasse silenzioso qual è Bowers. A proposito di ex e di emotività: capitan Ferri, dopo quattro stagioni a Ferrara, oggi per la prima volta sfida la sua ex casacca biancazzurra: «Già, per me non può che essere un match con un sapore particolare». Anche Garelli, nocchiero dei padroni di casa, la mette sul sangue caldo: «L’emozione per il nostro esordio assoluto in A2 è ai massimi livelli».
Più sornione Trullo: «Forlì ha preso due americani già rodati per il palcoscenico italiano, si conoscono a menadito e questo per loro sarà un vantaggio. Noi stiamo cercando di recuperare il terreno perduto. Tuttavia vogliamo dimostrare quanto valiamo, cercando di vincere». Sarà la prima di una lunga serie di palpitazioni.
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