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col medicina è pareggio

Santon lancia il Mesola Negroni lo intercetta

Santon lancia il Mesola Negroni lo intercetta

MESOLA. Non è bastato ieri pomeriggio il gol segnato alla mezzora di gioco da Enrico Santon per decretare l’atteso successo in casa del Mesola, che ha invece incassato il quarto pareggio dopo sei...

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MESOLA. Non è bastato ieri pomeriggio il gol segnato alla mezzora di gioco da Enrico Santon per decretare l’atteso successo in casa del Mesola, che ha invece incassato il quarto pareggio dopo sei partite di campionato. Sfida sofferta per i padroni di casa, mentre gli avversari del Medicina hanno sfoderato quella sicurezza, che ha consentito loro di mantenere nei 90 minuti una supremazia sul campo. «È una squadra che sa giocare a calcio e sa fare cose giuste – ha commentato a fine partita Beppe Pregnolato, l’allenatore del Mesola, riconoscendo gli elementi di forza del Medicina -. Ho fatto giocare Vaccaro che è arrivato mercoledì e in più mancano giocatori che potevano dare qualcosa in più, come Codignola e Fabbri, mentre Soncin è squalificato. Gli altri – ha aggiunto Pregnolato – hanno lottato». Il mister non passa sotto silenzio che i due centrali, Palladini e Marangon, per problemi fisici «ogni due secondi chiedevano il cambio», ma comincia a farsi sentire anche il peso di tre partite di fila giocate in una settimana. Al ventesimo del primo tempo la palla è entrata nella rete di Treggia dopo un fallo in attacco, vanificando la prima occasione per il vantaggio del Medicina. Santon mettendo a segno il gol del vantaggio ha ridato fiato ai suoi, mentre Palermo al 43’ ha sprecato un’occasione lampante. Poi al 70’ è arrivato il pareggio del Medicina. L’arbitro ha fischiato un fuori gioco, mentre l’assistente aveva dato per buona la posizione dell’attaccante mesolano. Deluso per il risultato anche Zaccaroni, allenatore del Medicina, che ha sottolineato come «abbiamo avuto per 80 minuti il possesso di palla, ci sono state buone occasioni, almeno 4 o 5 senza arrivare a concretizzare. Dobbiamo migliorare negli ultimi 30 metri».

Katia Romagnoli

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