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«Spal, non devi temere nessuno Ho visto qualità e carattere»

di Paolo Negri
«Spal, non devi temere nessuno Ho visto qualità e carattere»

L’ex Luca Albieri era in tribuna: gol subìti a inizio tempo per un fattore mentale, non si ripeteranno «Reazione “disumana”, segno di compattezza e voglia di vincere. E io mi sono emozionato»

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FERRARA. «Quando Cristiano (Del Grosso; ndr) ha calciato quella punizione, nel primo tempo, ho ripensato a Spal-Andria del lontano 1992, al mio gol in una posizione più o meno analoga. Speravo che segnasse, e che venisse ad abbracciarmi in tribuna. C’è mancato poco, sarà per la prossima volta. Di sicuro mi sono emozionato».

Luca Albieri, ex spallino che con l’evocata marcatura all’Andria fece sperare in una ripresa biancazzurra e nelle possibilità di salvezza in B nel 92/93 (ultimo campionato in cadetteria prima dell’attuale), è commosso nel parlare del suo ritorno al “Paolo Mazza”, sabato, per assistere a Spal-Salernitana. Lui, che oggi allena il CastelbaldoMasi (dilettanti in Veneto), ha vibrato di passione:

«Sì, non sono rimasto indifferente. Perchè ho visto una Spal che ha avuto voglia di vincere, che ha combattuto, che ha onorato la maglia. Non era facile battere la Salernitana, che è una buona squadra. È stata una gara tosta, di carattere. E il successo è stato, è e sarà un toccasana».

Ha permesso di interrompere una serie di 4 gare con soli 2 punti all’attivo...

«Questa Spal ha dei valori importanti, che da domenica a Pisa emergeranno con maggior evidenza. Perchè la gara con la Salernitana è stata un bel crocevia. La Spal non deve aver paura di nessuno, l’ho vista volonterosa, coraggiosa, a testa alta nelle difficoltà: non era facile rimettersi in partita dopo essere andata sotto, con la vittoria che mancava da tempo».

Nelle ultime tre gare interne la Spal è sempre andata in svantaggio, praticamente dopo cinque minuti, e subendo gol evitabilissimi. Problema grave?

«Fattore psicologico. Questione mentale. Per la pressione di giocare in casa, di dover dimostrare subito qualcosa. È solo questo, perchè poi ho visto reazioni... disumane. Contro l’Entella, che è forte ma che poteva essere spazzata via una volta agguantato il 2-2. E con la Salernitana l’immediato pareggio non è stato casuale: Zigoni era lì, ha rubato palla perchè mentalmente voleva spaccare tutto, e il gol arriva perchè Schiattarella non lascia solo il compagno nell’uno contro uno ma segue l’azione. E nel 3-2 Mora cerca Antenucci, lo “vuole”, e Mirco segna perchè è feroce nel cercare la rete, la medita. Sono particolari molto importanti. Indicano che c’è voglia di far bene, da parte di tutti».

Il merito?

«Del gruppo, perchè senza quello non vai da nessuna parte. E di mister Semplici, al quale - nel mio piccolo - riconosco grandi capacità. Non era facile gestire l’incontro, la situazione in generale. Inoltre, cerca di far giocare a calcio, con concetti che alla fine portano al risultato. Ma al di là dei sistemi contano gli interpreti. Da vecchio innamorato spallino, chiedo che tutti siano uniti e si vogliano bene, per essere più forti. Con la Salernitana lo hanno dimostrato. Vittoria voluta, sudata, meritata, gara giocata a ritmi alti. Tutto ciò farà lavorare benissimo in vista di Pisa».

Che impressione ha tratto dai singoli?

«Molto bene Mora, Schiattarella, Zigoni. E Antenucci...».

Dica pure.

«Mirco lo conosco da quando a Giulianova era nelle giovanili. Il gol di sabato per lui è stato una liberazione. Ha mostrato grandissimo carattere. È un grande professionista, la gente lo ama, ha trovato energie dentro di sè quando altri magari nella stessa situazione mollano. Deve ritrovare la spensieratezza e spero che questo gol gliela dia, perchè può fare grandi cose, è fuori categoria. Ci darà grandi soddisfazioni».

Il suo amico Del Grosso?

«Ci si può scommettere. È un leader ed è venuto a Ferrara per fare... non bene, di più».

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