Spal, uno scatto forse decisivo
Calcio serie B. La vittoria sulla Salernitana può aver dato la giusta consapevolezza
FERRARA. Se contava solo la vittoria, allora il successo conquistato sabato dalla Spal contro la Salernitana va considerato essenziale, e... l’essenziale dell’intera questione. L’affermazione è stata voluta, cercata, meritata. Partita scoppiettante, che non ha certo annoiato la platea. Per la Spal potrebbe essersi trattato dello scatto decisivo verso un cammino di maggiori consapevolezze. Ci torneremo. Prima valutiamo le cosettine che i biancazzurri dovranno necessariamente correggere per soffrire meno.
Sindrome da minuti iniziali
La Spal in casa ha segnato 9 gol, sui 10 totali. Ma ne ha anche incassati 7, sugli 11 complessivi. Tanti. Troppi. Un’enormità. Così non va. Soprattutto perchè c’è una costante: le reti subìte nei minuti iniziali. Al 7’ con l’Entella, al 7’ - di nuovo - contro il Verona, al 5’ con la Salernitana e poi - sempre al cospetto dei campani - al 1’ della ripresa. Di cosa si tratta? Timore? Disattenzione? Approccio troppo morbido?
Nella scorsa stagione era accaduto qualche volta che l’inizio dei secondi tempi fosse traumatico e mettesse in discussione o complicasse l’esito delle gare in questione. Ma la Spal era uno schiacciasassi o quasi. In serie B è tutto diverso, partire a handicap può costare molto caro. Così come rimediare comporta un dispendio di energie - fisiche e mentali - non da poco. La Spal deve risolvere queste problematiche. Se la faccenda è psicologica, ci si sbarazzi di ogni timore, l’effetto del “Mazza” deve essare trascinante e non inibitore. Se l’aspetto è invece attinente solo a questioni di campo, alla lettura delle situazioni, a distanze e marcature, allora vanno presi gli accorgimenti del caso. Che riguardano il collettivo, non solo il reparto difensivo che pure su taluni gol ha peccato in maniera evidente.
Gestione della rosa
Altro aspetto. La Spal ha un organico troppo numeroso, che pone difficoltà di gestione o comunque induce mister Semplici ad equilibrisimi per scegliere al meglio e per far sentire tutti coinvolti? Ce lo si può domandare alla luce della lunga attesa degli esordi di Vicari e Del Grosso, di Picchi per la prima volta in panca solo sabato, dei pochi minuti avuti finora da Finotto e Silvestri, di Beghetto in tribuna col Verona dopo essere stato titolare con l’Entella, di Giani e Mora fuori a Perugia come Gasparetto e Arini (e Spighi, dalla panchina) sabato. E forse dimentichiamo qualche esempio. Il dubbio sorge anche ascoltando Mora: «Quest’anno siamo in tantissimi, cerchiamo di conoscerci tutti». Per tutti questi fattori è quindi comprensibile che la Spal sia ancora in una fase di crescita.
Indicazioni del campo
Ciò non toglie che passo dopo passo - e pur sottolineando l’importanza dell’intero gruppo e l’opportunità di avere delle alternative - ci si avvicini forse all’equilibrio ideale. La gara con la Salernitana ha dato indicazioni da non sottovalutare, dalla bontà dell’asse Del Grosso-Mora alla performance del tandem Zigoni-Antenucci. La coppia d’attacco che dà più esiti al momento pare questa, non è casuale che le due vittorie (con 6 gol totali) siano giunte quando i due hanno giocato insieme. E Zigo fa un lavoro mostruoso, benefico per Antenucci che finalmente si è sbloccato (con un grandissimo gol). Tornando al discorso iniziale, allo... scatto: la Spal deve capire, e può aver capito, che se gioca con personalità, con decisione, con consapevolezza dei propri mezzi, senza paure e senza braccino, è all’altezza della B. Ampiamente. Tanto da non dover soffrire.
Tifo senza frontiere
Piccola annotazione a margine, per far capire la popolarità della Spal. Visto, sabato, lo striscione austriaco? Vengono da Vienna, per sostenere i biancazzurri. Qualcosa vorrà pur significare.
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