Bondi, una palestra per amica
Basket A2. A Forlì luci e ombre nel ko di misura. Serve lavorare al completo per crescere
FERRARA. C’è un lungo lavoro di intesa da cucirsi addosso, ma la Bondi non scopre con sorpresa di avere l’abito ancora un po’ sdrucito. La prima giornata di campionato ha messo sul palcoscenico formazioni, giocoforza, in versione “cantiere”. Un po’ perché è fisiologico che le prime battute agonistiche ufficiali avvengano sempre sotto l’etichetta dell’incertezza: puoi allenarti e giocare amichevoli finché vuoi, ma solo l’adrenalina dei due punti in palio inizia a far vedere davvero quanto vali. Non va poi dimenticato che diverse compagini della A2 sono arrivate al debutto con roster ancora incompleti: Usa “tagliati” e non sostituiti, acciaccati precauzionalmente in tribuna. Domenica al PalaFiera, contro un Forlì molto accreditato, la Bondi ha tenuto fino all’ultimo secondo. Ha, anzi, avuto con Moreno la palla per l’incredibile colpo corsaro. Ma è stata sotto 39’ abbondanti, con un avvio terribile cui è stato posto riparo con nervi saldi e una solidità complessiva che si intravede.
Però la pattuglia di Trullo è profondamente rinnovata, deve trovare riferimenti ed equilibri. Senza trascurare che gli allenamenti degli ultimi dieci giorni sono stati tormentati dagli infortuni di tutti i mammasantissima della rosa. In casi così, puoi uscirne solo se l’organico è stato appena ritoccato rispetto alla stagione precedente. A Ferrara non è così: la rivoluzione, inevitabilmente, durante le prime uscite si paga. Saranno le ore in palestra a spremere il buono che comunque c’è in questa truppa, capace di risalire dal “-19” in terra di Romagna fino al “+1”. Lì, nel momento di infilare la banderilla, sono mancate cose essenziali.
La prima: anche se ci sono attitudine e propensione offensive, la vittoria non può prescindere dalla difesa. Se non con continuità nell’arco dei 40’, la morsa deve almeno stringere nei momenti salienti. Bisogna saper leggere le situazioni, cogliere il “cuore” del match. La Bondi, invece, ha lasciato nel punto a punto alcuni cesti agevoli che hanno permesso a Forlì di restare a galla. L’altro aspetto che è venuto meno contro l’Unieuro è stata una regia solida. Moreno ha sbandato, Cortese ci ha provato, Ibarra era in borghese. La squadra è andata troppe volte fuori giri, mancando nel timing. Miscelando le accelerazioni al gioco ragionato, il tiro fuori ritmo di Roderick (che gli va concesso) al servizio puntuale ai lunghi nel ventre del “pitturato”. Era noto che il playmaking sarebbe potuto essere un cruccio, cui il coach tenderà a rimediare proponendo un gioco garibaldino. Ma questo potrà avvenire quando intesa e condizione atletica saranno a livelli migliori. E davvero l’equilibratore Ibarra, se usato con tocchi sapienti, può essere utile alla causa. Infine, domenica, la pattuglia biancazzurra ha pagato dazio anche al problema di ambientamento di Bowers. Un adattamento non certo all’Italia o al gioco, bensì agli arbitraggi. È capitato a tanti catapultarsi in A2 proveniendo dal piano superiore e trovarsi a disagio con i fischietti. Laurence è uomo saggio e giocatore intelligente: capirà in fretta l’aria che tira, intanto però a Forlì è stato fortemente limitato. La sua fisicità è fondamentale per la Bondi, va incanalata sul parquet e non deve essere elettricità che lo fa bruciare in panchina. Nelle prossime due settimane, la formazione ferrarese è attesa da due match interni (Chieti e Roseto) che potranno dare ossigeno alla graduatoria. Il debutto ha “detto” che la squadra comunque ha buone armi da gettare nella lunga contesa stagionale. Convinzione e lavoro, unite all’affetto di una tifoseria che c’è.
Abbonamenti. La Pallacanestro Ferrara comunica che da oggi a venerdì, sarà possibile sottoscrivere le tessere abbonamento presso il Pala Hilton Pharma dalle 18 alle 20. La società in questo modo vuole aiutare i lavoratori e concedere loro una fascia oraria più agevole della giornata.
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