«Reno all’osso, ma sprecone»
RENO CENTESE. Dire che è stata una mezza beffa, è poco. Ma al Reno Centese non ne è andata dritta una. Se si esclude, per volersi consolare, il sorteggio favorevole di Coppa Italia. La quale, a ben...
RENO CENTESE. Dire che è stata una mezza beffa, è poco. Ma al Reno Centese non ne è andata dritta una. Se si esclude, per volersi consolare, il sorteggio favorevole di Coppa Italia. La quale, a ben guardare, costringerà il Reno a giocare ogni tre giorni. In tempi di magra, con l’organico ridotto all’osso dagli infortuni, anche questo non è un vantaggio.
«Non è facile - spiega l’allenatore Andrea Dirani -, con i tanti assenti e una squadra in campo con sette fuoriquota.Lo scorso anno - ironizza - mancava quasi tutto il reparto arretrato, quest’anno gli infortuni ci hanno tolto l’attacco».
Ma si va avanti. Anche perché, contro la Vadese, la squadra ha costruito, corso e ripiegato, anche se è sempre mancato qualcosa, per ovvi motivi, in fase di rifinitura, negli ultimi 20 metri: «Eppure abbiamo creato tre o quattro palle gol nitide, ma senza sfruttarle. Bravi loro a crederci fino alla fine, ma, a parte qualche fallo laterale lungo, non ci hanno quasi mai impensierito su azione. Mentre il loro portiere, Pagliarella, ha tolto dall’angolino una punizione di Buganza, già al primo minuto».
Se il Reno avesse segnato lì, forse si sarebbe potuto amministrare con più tranquillità il gioco e chiuderla. Invece, anche quando è arrivato il vantaggio, su rigore trasformato da Buganza, il Reno non ha approfittato di quei minuti di sbandamento ospiti, finendo impallinato nel recupero dal bel colpo di testa di Stancari. (mi.pe.)
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