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Sant’Agostino non dorme sonni sereni

Sant’Agostino non dorme sonni sereni

Fatica cronica nel non subire reti. E domani serviranno punti

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SANT’AGOSTINO. In casa Sant'Agostino (5 punti in 6 partite, il miglior attacco del girone in coabitazione con Progresso e San Lazzaro e la peggior difesa dopo il Bellaria) non si possono dormire sonni tranquilli. I numeri non spiegano tutto, ma iniziano ad essere indicativi di una fatica cronica nel non subire gol. Mister Pellacani ha sempre avuto come fiore all'occhiello il fatto di schierare squadre con alla base una difesa forte, difficile da superare.

Cosa succede? Difficile spiegarlo non potendo vivere lo spogliatoio, senza dubbio balza all'occhio una scarsa comunicazione nel reparto difensivo, formato singolarmente da giocatori forti, alcuni sicuramente fuori categoria. Va detto che l'occhio deve soffermarsi all'intera fase difensiva, centrocampisti compresi, e qui l'impressione è quella di trovarsi sempre troppo “lunghi”, mancano le giuste misure. Una rosa senza dubbio da prime posizioni patisce comunque le condizioni non ideali di Giuriola, finora una sola partita in cui si è potuto esprimere, e Gilli, il bomber capace di spezzare l'equilibrio con un guizzo. Guardare agli assenti tuttavia non serve, e allora già da domani contro il Massalombarda bisognerà superare il test portando a casa punti. È necessario ripartire dal secondo tempo contro il Riccione, quando c'è stata una reazione quantomeno di nervi (forse troppi nervi per alcuni elementi) e cuore. La grinta di un Enrico Iazzetta e, seppur con qualche errore di troppo, lo spirito di Lodi e Molossi sono ingredienti giusti da miscelare con una convinzione da recuperare; è stato evidente lo sfilacciamento dopo il gol subito. Essere consapevoli della propria forza non è semplice quando tutto gira nel verso sbagliato, ma il Sant'Agostino ha tutto per risalire prontamente la china e pensare positivo può essere una medicina da somministrare a dosi massicce.

La società è abile nel fare quadrato, ed ai giocatori non manca nulla per rendere al massimo delle proprie possibilità, ora sta a loro dare un segnale ad una tifoseria che sta fornendo i primi segni di insoddisfazione.

Alessandro Ferri

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