La Nuova Ferrara

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Pisa-Spal, oggi si decide per lo stadio

di Paolo Negri

L’osservatorio ha dato l’ultima parola a Questura e Prefettura toscane: porte chiuse o partita aperta agli abbonati

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FERRARA. Serve pazienza. Ancora un po’. La vicenda è anomala, paradossale. Ma non ci si può far niente. Si sperava arrivasse ieri, invece la decisione circa l’apertura o meno dell’Arena Garibaldi per Pisa-Spal di domenica verrà presa solo questa mattina. È quanto è stato comunicato ieri, verso le 13.

Problema burocratico

La questione è nota. Il Pisa finora ha giocato prima a Empoli poi (dopo gli incidenti tra i propri tifosi e quelli del Brescia) in casa - ma a porte chiuse, con l’Ascoli - le proprie gare interne. La società nerazzurra auspicava che la partita con la Spal fosse quella della festa, dell’Arena pienamente agibile ed interamente aperta al pubblico. Invece l’incertezza resta. Lo stadio necessita di lavori di adeguamento indispensabili per la messa a norma, ma la querelle riguardante le problematiche del club, la sua cessione-non cessione, le trattative con il Comune per giungere ad un accordo circa la spartizione dei lavori e la convenzione d’uso ha infinitamente ritardato l’avvio delle opere. Finalmente si è giunti ad un’intesa tra Comune e Pisa, e tutto pareva risolto, ma ancora ci si è scontrati con un altro inghippo. Di natura burocratica (ma anche sostanziale): l’assenza delle garanzie bancarie (il Pisa ha affidato alla ditta Ngm i lavori da effettuare) indispensabili per arrivare all’accettazione della bozza e quindi alla firma dell’atto d’obbligo; si chiama proprio così, perchè si tratta di un documento che permette al Comune di iniziare i lavori che dovranno essere eseguiti sulla sua proprietà. L’ostacolo parrebbe formalmente superato, però ieri i lavori non erano ancora inziati.

Patata bollente

Stando così le cose, l’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha delegato a Questura e Prefettura di Pisa il compito di prendere la decisione in vista della partita di domenica. Il pronunciamento è atteso per questa mattina, e le ipotesi più gettonate ieri sera dicevano porte chiuse o stadio aperto solo per gli abbonati. Ma, va sottolineato, erano solo supposizioni. In tutto ciò, Lega B - nonostante l’interessamento, la mediazione - e Spal non hanno margine di manovra e possono solo aspettare e attenersi alle decisioni che verranno prese.

Mattioli freme

Il presidente biancazzurro Walter Mattioli morde il freno. È stato ed è in contatto costante con la Lega, per tutelare la propria società, la squadra, i tifosi. Ma non si sbilancia, si limita ad una breve dichiarazione: «Sarà banale, ma dobbiamo attendere. Porte chiuse? Forse. O aperte ma con delle limitazioni. Metto la mano sul fuoco per quanto riguarda la serietà della Lega, il suo impegno, la par condicio che vorrebbe far rispettare. La mia preoccupazione è per i nostri tifosi. Devono essere tutelati».

Traduzione: se l’Arena Garibaldi venisse aperta anche solo agli abbonati del Pisa, alla Spal andrebbe riconosciuto il diritto di ottenere una quota di biglietti per i propri sostenitori. Certo in quel caso la macchina organizzativa dovrebbe subito mettersi in moto ai “mille all’ora”, per garantire la vendita dei tagliandi e predisporre materialmente le modalità della trasferta pisana.

Insomma, una vicenda assai complicata e che - una volta di più - non fa bene all’immagine del calcio italiano. Ma è l’effetto valanga di una questione nata malissimo e che cammin facendo ha riunito ed esasperato tutta una serie di altre problematiche.

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