Il presidente Galati «La Centese per ora è ancora qui»
CENTO. «In questo momento, la Centese non è simpatica a nessuno: questo è un dato. Ma l’unico che può parlare delle decisioni della società sono io e mi dispiace che siano altri a farlo. La Centese...
CENTO. «In questo momento, la Centese non è simpatica a nessuno: questo è un dato. Ma l’unico che può parlare delle decisioni della società sono io e mi dispiace che siano altri a farlo. La Centese per ora è ancora qui». Taglia corto sulla vicenda del possibile “ritiro” dal campionato, da parte della società del Guercino, il presidente del club Stefano Galati. Il quale non ha mai fatto mistero delle difficoltà (in buona misura eredità del passato), dei rapporti difficili con l’istituzionale locale e della diffidenza della città. Galati si definisce «arrabbiato e deluso» per quanto sta accadendo. «Siamo visti male da tutti, nonostante lo scorso anno abbiamo cercato di ottenere gli obiettivi possibili: a Gallo la nostra formazione giovanile è arrivata in finale al torneo, molti nostri giocatori sono stati ceduti in categoria superiore. Questo, al di là della retrocessione, senza lasciare debiti in giro. Quelli che ci sono – spiega – sono eredità delle stagioni passate e noi abbiamo cercato solo di ridurre il danno». Eppure non è un mistero che «vi sia stato un disinteresse da parte di chi poteva dare una mano (forse attirato dalla nuova Cento 1913; ndr). Con anche Matera che ha deciso forse di cedere o chiudere completamente il rapporto. «Senza sponsorizzazioni – chiarisce Galati – non si va da nessuna parte e gli imprenditori disponibili a investire risorse sono sempre di meno. Molte squadre sono costrette a fusioni per non chiudere, come il Reggiolo, che un anno fa fece i playoff ed ora è stato costretto alla fusione con una società di Seconda categoria. A questo si aggiungono le difficoltà di una categoria “ibrida” come la nostra, dove chi ha il settore giovanile cede a fatica i ragazzi alle squadre rivali. Le caratteristiche del gioco, poi, portano ad avere molti infortuni e squalificati. Peraltro, abbiamo subito avuto tantissime squalifiche già in avvio, con atteggiamenti strani arbitrati, come quello di domenica scorsa».
Insomma, piove sul bagnato e anche il rapporto col Comune, per ora, non pare degno di questo nome «perché, di fatto, non esiste», ammette Galati. Intenzionato, però, ad andare avanti: «Nonostante i sacrifici ed i tanti spostamenti, solo per stare vicino alla squadra. Questa voce circolata (sul ritiro; ndr) esiste, ma per il momento siamo qui, anche se qualcuno è dispiaciuto perché vorrebbe carta bianca per poter fare quello che vuole. La squadra della città, fino a prova contraria, siamo noi, che militiamo in Prima categoria. Mi spiace che siano altri a parlare per noi, perché l’unico titolato a farlo è il sottoscritto». (mi.pe.)
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