È una Bondi a due facce E Chieti sorride
Partenza frizzante e divertente degli estensi Poi la frenata. E l’ultimo quarto è da ko
FERRARA. Finché si gioca guasconi al playground, la Bondi appare persino più bella di quanto immaginato. Al campetto è uno spasso: Moreno corre e dispensa assist, Roderick fa la faccia da scugnizzo e porta a spasso Golden. Bowers gira sornione al largo: appena ha un passo di vantaggio insacca. Poi, però, la candela si spegne. Le prime avvisaglie prima dell’intervallo, la certezza dal 25’. La partita con Chieti diventa basket per gente adulta: difese attente e adattate, attacchi chirurgici e duri. Gli abruzzesi diventano Furie e martellano. Tolgono il contropiede avendo l’abilità di andare a rimbalzo con Mortellaro sul lato debole, fanno girare palla e c’è sempre la sentenza. Davis è un mammasantissima nella parte centrale del match, bomber Golden si vede poco ma fa ottime cose in fase di cucitura del gioco. Difesa compresa. E così la Bondi spumeggiante (+14, 35-21 al 12’) si trasforma in un sacco da botte. Incassa la rimonta ospite (59-59 al 30’), poi è groggy. Prende manrovesci, schiaffoni e spintoni: crolla al “-19” (61-80) e subisce un’onta. Se il Pala Hilton Pharma dev’essere il fortino da cui respingere l’urto di una stagione ricca di avversarie nobili e forti, la prima stagionale è stata orribile.
Pubblico encomiabile fino alla fine, squadra invece censurabile. Roderick svogliato, Bowers come a Forlì a lungo latitante causa i falli (segnerà tanto a “babbo morto”). Moreno iradiddio finché c’è da bere champagne, ma quando sul parquet è tempo di gazzosa fatica a leggere il nuovo menù. Ieri ha giocato anche Ibarra: diciamo che ha dato zero, ma almeno ha la scusante del rientro dopo l’infortunio. In sostanza solo Pellegrino è stato gladiatore sempre e Cortese ci ha provato fino all’ultimo (peraltro per 30’ pure buon baluardo difensivo su Davis): Riccardo ha sbagliato molto al tiro, epperò per larghi tratti pareva l’unico ad avere gambe e cuore. E se domenica scorsa la Bondi aveva compromesso la vittoria con un primo quarto osceno, ieri il parziale devastante è stato l’ultimo. Le gambe si sono fermate, la testa s’è spenta. Game over. Incredibile epilogo, se si pensa che per 15’ era stato showtime biancazzurro. Il back court (Moreno-Roderick-Cortese) teneva benone e spezzava tutte le linee di passaggio; la front line (Bowers-Pellegrino) stava a gambe basse e presidiava l’area. Il modo perfetto per dare gas: briglie sciolte e Bondi spettacolare. Moreno imperiale, Cortese da fuori e in penetrazione, Pellegrino reattivo: ampio vantaggio (29-19 al 10’; 39-29 al 15’) e pubblico sorridente. Il gusto pieno del basket di coach Trullo che diverte ed incide. Poi...
... poi entra Ibarra e la manovra rallenta. La Bondi perde il fuoco, non certo solo per colpa di Matias. La difesa smarrisce un po’ di consistenza, Chieti rientra nel match con un 0-9 (41-40 al 20’).
... poi Roderick mette in scena difese pigre, Mastellari non tiene Davis. Gli arbitri, per dirla alla romana, “corcano” di falli la Bondi: tutto il quintetto con tre penalità a metà terzo quarto, Bowers pure con quattro. Sul piano tattico, soprattutto, Ferrara non riesce più a far scattare la transizione. Perché le Furie adesso attaccano con pazienza, usando quasi tutti i 24”. Si prendono tiri ad alta percentuale, catturano 15 rimbalzi offensivi. Tarpano le ali alla Bondi., che a difesa schierata non si muove come un coro. Esaurito in fretta il bonus, la truppa estense viene punita anche dalla lunetta: 59-59 al 30’. Ci sarebbe margine per rigiocarsela, invece l’esercito si disunisce: la difesa è colabrodo e Sergio con due triple lacera quel che resta. L’attacco è caos puro. La Bondi cammina, annega (1-14 di break) e fa una figuraccia.
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