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COACH TRULLO E LA CHIMICA DA COLTIVARE

Q. ual è la vera Bondi? Quella scintillante dei primi dodici minuti di domenica, oppure quella impacciata e persino remissiva che alla fine, quasi senza colpo ferire, ha lasciato scappare via Chieti?...

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Q. ual è la vera Bondi? Quella scintillante dei primi dodici minuti di domenica, oppure quella impacciata e persino remissiva che alla fine, quasi senza colpo ferire, ha lasciato scappare via Chieti?

Ci si era posti una domanda tutto sommato simile sette giorni prima, solo che a Forlì il manrovescio è stato subìto nel corso di uno scioccante primo quarto, in seguito (questo sì, affare positivo) riparato da una bella rimonta. Non c'è tuttora una risposta chiara; è troppo presto per emettere sentenze di primo grado, figuriamoci una di carattere definitivo. Una cosa però appare certa: la squadra di Trullo non può essere quella mostrata complessivamente ai suoi tifosi nell'arco di queste due partite. Perché altrimenti avremmo preso un colossale granchio nel definirla, ai blocchi di partenza, come una formazione capace di dire la sua, pur in una serie A2 che in pratica ogni anno sale di livello. Calma e gesso, comunque. Del resto la scusante c'è, ossia un precampionato mai sbocciato per via degli infortuni. L'affiatamento e la chimica non si improvvisano, vanno coltivate con pazienza e con lo sforzo di gruppo. Il ragionamento fila, purché la circostanza fortuita non si trasformi in alibi. Così come il duo americano Roderick-Bowers visto fin qui non può essere quello vero: spesso fuori contesto e svagato il primo (33% al tiro totale, mentre nelle scorse stagioni veleggiava stabilmente sopra il 50% da due punti), affetto da “fallìte acuta” il secondo (appena 37 minuti in campo sommando le due uscite). Non aiutano le amnesie in regia di Moreno (11 palle perse) a dare fosforo a una squadra che, privata dello sbocco primario in contropiede, fatica a trovare la via del canestro contro la difesa schierata, anche per via delle polveri bagnate di Cortese (2/12 da tre).

Dalla panchina è per forza di cose arrivato poco, se si eccettua il buon Mastellari all’esordio. È piaciuto invece Pellegrino, due giorni fa: perno difensivo di tutto rispetto e prontezza in attacco. Ma come detto siamo all'antipasto e le portate migliori devono ancora arrivare in tavola.

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