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Falsa partenza La Bondi ancora nel limbo

di Marco Nagliati
Falsa partenza La Bondi ancora nel limbo

La squadra nelle prime uscite ufficiali ha scontato un precampionato tormentato

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FERRARA. Appare evidente che la Bondi sta vivendo in una sorta di limbo: da un lato tenta di rispondere alle sollecitazioni ruvide del campionato che è iniziato da due settimane; dall’altro la pattuglia biancazzurra non è del tutto uscita dalle zone placide del precampionato, nelle quali la differenza tra vittoria e sconfitta è poca cosa. Gli ultimi tormentati dieci giorni di preseason hanno rallentato il processo di costruzione della squadra. Meno corsa rispetto a quanto servirebbe, minore conoscenza dei compagni: per un gioco tutta spuma, come quello che propone Trullo, si tratta di ingredienti fondamentali. Ecco, dunque, uscire due partite di campionato sostanzialmente identiche seppur invertite nell’alternanza chiaro-scuro: pessimo avvio a Forlì e poi recupero tardivo, con mente annebbiata sul rettilineo finale. Domenica scorsa contro Chieti, invece, partenza da lustrini e showtime meraviglioso, prima di arenarsi nelle paludi tattiche. Gli abruzzesi hanno alzato ostacoli sulla corsa estense: nell’ultimo parziale la Bondi non soltanto ha avuto gambe affaticate, ma anche incapacità di proporre un solido piano alternativo alla transizione. Se per giocare veloci occorrono fiato e perfetta intesa tra gli interpreti dello spartito, per i match di trincea (lenti e sporchi) sono indispensabili le qualità tattiche. E qui, coach Trullo, non ha avuto quanto serviva dai suoi uomini. Non da Ibarra, reduce da un infortunio: pertanto non poteva essere lui a dettare i ritmi e a leggere la difesa altrui. Non da Moreno, che non ha il playmaking nel sangue e quindi a retroguardia schierata tende istintivamente a forzare le situazioni, più che ad andare su dinamiche ad alta percentuale. Poi non è solo colpa sua se un compagno prende palla e va per conto suo. In più, il team ferrarese non ha avuto quanto ci si aspettava dai suoi Usa. Roderick bellino finché si è andati sulla gara spensierata, quando è salita l’intensità è rimasto leggerino. Non ha saputo caricarsi di leadership e grinta. Né è possibile che un ottimo giocatore come Bowers possa giocare appena 19’ causa falli. Per concorrere decentemente alla causa Bondi, il suo impiego deve salire almeno di una quindicina di minuti. Altrimenti in area mancano fisicità e lunghe leve e in attacco le opzioni sono limitate. Rimane però l’idea che questo gruppo abbia forti valori emozionali e buona qualità. La falsa partenza si può cancellare: domenica arriva Roseto, sempre condannato a bocce ferme e poi vincente a bocce rimbalzanti. Per l’ex Trullo sarà già un pomeriggio bestiale.

Parla il playmaker

Yankiel Moreno domenica sera era visibilmente amareggiato per il ko. «Gli ultimi 10’ rappresentano tutto il precampionato fatto non bene - dice -; non è una scusante, ma si è visto che noi non possiamo far rientrare in gara due volte gli avversari per poi smettere di giocare: è un fatto mentale. Adesso dobbiamo lavorare sempre di più in palestra per trovare la chimica di squadra che ancora ci manca: da questo punto, siamo a metà. Abbiamo sofferto a rimbalzo offensivo senza Bowers in campo, dobbiamo lavorare pure su questo aspetto per essere pronti nelle situazioni d’emergenza. Quando siamo andati sotto nel punteggio, abbiamo giocato individualmente e meno di squadra come avevamo fatto all’inizio della gara».

(ha collaborato

Lorenzo Montanari)

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