I Mandrakes battono Ozzano e tengono testa ai Drillers
FERRARA. Visti da lontano i Mandrakes Ferrara sono bruttini, non tanto forti e nemmeno troppo in forma; ma hanno un'anima, questi ragazzi, che ancora respira forte in questo finale di stagione; gli...
FERRARA. Visti da lontano i Mandrakes Ferrara sono bruttini, non tanto forti e nemmeno troppo in forma; ma hanno un'anima, questi ragazzi, che ancora respira forte in questo finale di stagione; gli estensi non si arrendono di fronte ai propri limiti né all'evidenza che ormai i giochi sono fatti.
E col titolo che conta già assegnato (strappato in finale ai solidi Indians dai pluricampioni di Lugo) la voglia di giocare è un po' calata a tutti. I roster sono corti e non fa eccezione quello del Duca, che ha perso per strada parecchi pezzi e gioca l'ultima partita con gli uomini contati. Ma l'impegno è quello delle prime uscite e l'orgoglio perfino di più. I Mandrakes vincono con gli Ozzangeles al termine di una trasferta impegnativa: gli avversari si presentano più determinati rispetto al precedente di campionato e il risultato finale (15-12 per i ferraresi) è giusto ma non eccessivo. Da ricordare la doppia marcatura Bettoni-Regazzi, che nel quarto inning segnano in trenino con capriola tra le basi.
Ad onta dei pronostici, gli orange estensi si difendono anche nella gara successiva, il recupero contro i temibili Drillers di Minerbio. Nel re-match i maghetti danno fondo alla dispensa e per metà partita stanno sotto appena di due: poco dall'attacco in avvio, tanta roba in difesa con Regazzi e con la sicurezza degli esterni Squarzanti e Bell Mulen. La faglia si apre nel quinto, subito tappata dalla tanto attesa reazione offensiva: gli estensi fanno centro quattro volte, e all'ultimo giro ancora non è certo chi poi pagherà il conto. Di là non si fa attendere la replica, complice e fatale qualche errore del diamante ospite e la disputa si chiude 10-4 per i Drillers. Un margine forse pure troppo largo.
Quello che rimane, a due partite dal “rompete le righe”, è la mai spenta voglia di sorridere dei Mandrakes anche se gli obiettivi magari erano altri, anche alla faccia della classifica. Il cuore della passione, in casa estense, batte sempre.
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